Cene sempre più flessibili: Ikea racconta come cambiano le abitudini

La cucina resta un luogo centrale della casa, ma i ritmi moderni hanno cambiato il modo in cui si vive il momento del pasto, che diventa sempre più flessibile e informale.

A cura di Francesca Scarabelli
Pubblicato il 15/03/2026Aggiornato il 15/03/2026
Indagine Ikea su cucina e tavola

La cucina, e in particolar modo la tavola su cui vengono condivisi i pasti, sono il vero cuore della casa, luoghi carichi di significato e importanti per le relazioni all’interno della famiglia.

I ritmi sempre più veloci della vita moderna stanno però cambiando le abitudini quotidiane, anche quelle che riguardano il pasto. A raccontarlo è una nuova ricerca globale di Ikea, condotta su oltre 31.000 partecipanti in 31 Paesi.

Il report fornisce una panoramica su come i nuovi ritmi stanno modificando non solo ciò che mangiamo, ma anche i luoghi e i tempi con cui si consumano i pasti.

È emblematico il caso della cena, un pasto dal forte valore simbolico che però attualmente è sempre più spesso inserito in routine fluide e informali.

Dai dati, infatti, risulta che meno della metà delle persone (il 44%) dichiara di cenare abitualmente a tavola. Il resto preferisce mangiare altrove: il 18% sul divano, il 4% in cucina ma in piedi e un altro 4% addirittura a letto.

Nonostante la valenza emotiva del cibo, la consuetudine di condividere i pasti viene messa alla prova – dice Lorena Lourido Gomez, Global Food Manager presso IKEA Retail (Gruppo Ingka) – Gli impegni quotidiani, gli spazi abitativi ridotti e differenti priorità fanno sì che sia più difficile ritrovarsi nello stesso posto, alla stessa ora”.

Tempi, luoghi e modalità della cena moderna

La casa diventa sempre di più un insieme di spazi flessibili, una fluidità che si riflette anche sulle modalità con cui si consumano i pasti.

Una persona su quattro afferma infatti di non avere un posto dedicato ai pasti. Nel Regno Unito, ad esempio, la probabilità di non possedere un tavolo da pranzo è quasi tre volte superiore rispetto alla media globale, mentre in Ungheria e negli Stati Uniti cresce la tendenza di consumare i pasti a letto.

La cena rimane il pasto maggiormente condiviso della giornata, ma la sua durata si riduce: per la maggior parte delle persone dura meno di 30 minuti. L’orario, invece, risente delle differenze culturali tra Paese e Paese. Mediamente nel mondo si cena alle 18.44, ma con forti differenze: in Spagna ci si siede a tavola alle 20.54, mentre in Finlandia si mangia già alle 17.17.

Indagine Ikea su cucina e tavola 2

Nonostante il 60% delle persone intervistate da Ikea ritenga che quelli vissuti a tavola siano importanti momenti di relazione, i giovani scelgono sempre più spesso di non cucinare a casa, soprattutto in settimana.

Il 38% della Gen Z e il 33% dei Millennials ritiene di non avere abbastanza tempo per cucinare e questo fattore figura in cima alla lista delle difficoltà nel riuscire a organizzare i pasti e a ritagliarsi momenti da condividere.

Chi vive con bambini e in contesti urbani frenetici segnala ulteriori limiti, tra cui quelli di spazio e quelli legati alle dotazioni della cucina.

Schermi a tavola, sempre più presenti

Diventa una costante fare altre attività mentre si mangia, scrollare le pagine sullo smartphone in primis.

La presenza degli schermi a tavola è ormai una costante: il 77% degli intervistati dice di non limitare l’uso di dispositivi elettronici durante i pasti, il 54% guarda la tv quando non condivide il pasto con altre persone, mentre il 40% lo fa anche quando il momento del pranzo o della cena è condiviso.

Nel complesso, questi dati evidenziano come la vita moderna stia trasformando uno dei rituali più radicati delle nostre vite – afferma Lourido GomezE riflettono una crescente preoccupazione per la solitudine e le distrazioni digitali, nonostante il 60% degli intervistati affermi di considerare importanti i momenti di connessione vissuti a tavola. È evidente che il cibo resti uno dei linguaggi d’amore più potenti nelle diverse culture”.

La cucina deve essere multifunzionale e sfruttare ogni centimetro

A livello mondiale, secondo i dati raccolti dal report di Ikea, solo il 29% delle persone si ritiene soddisfatta della propria cucina.

Le principali frustrazioni riguardano la mancanza di soluzioni per organizzare gli oggetti (25%) e di superfici d’appoggio (25%).

Questa insoddisfazione riguarda tutte le fasce d’età, ma sono soprattutto i più giovani a soffrirne: il 56% della Gen Z afferma di non avere una cucina adatta al proprio stile di vita, con spazi che non riescono ad essere multifunzionali e ad accogliere sia il momento della preparazione dei pasti sia quello del suo consumo.

Una persona su quattro dichiara inoltre di non avere un luogo dedicato ai pasti, in compenso la linea di confine tra pranzo, soggiorno e spazio di lavoro diventa sempre più sottile.

Con abitazioni sempre più piccole e impegni quotidiani fluidi, quindi, la tradizionale abitudine di sedersi a tavola tutti insieme lascia il posto a comportamenti più liberi e mutevoli.

Il modo in cui viviamo le nostre cucine sta cambiando. Questi spazi non vengono più usati esclusivamente per cucinare, ma anche per riunirsi, stare insieme e creare ricordi – afferma Nanette Weisdal, Range Manager per l’area Cucina ed elettrodomestici presso Inter IKEA Group – Sappiamo che ogni centimetro conta, per questo ci siamo concentrati su soluzioni che consentano di sfruttare al meglio lo spazio disponibile, senza rinunciare a un’atmosfera accogliente e a un ambiente ricco di personalità”.

Indagine Ikea su cucina e tavola 3

La situazione in Italia

Anche nel nostro Paese il momento della cena sta attraversando una fase di trasformazione profonda, un fenomeno significativo per il valore culturale e relazionale tradizionalmente attribuito al cibo in Italia.

La cucina resta un luogo centrale per consumare i pasti, ma non è più l’unico: una persona su tre in Italia dichiara di mangiare abitualmente in più di un luogo della casa, alternando soggiorno (la prima scelta per più del 40%), la cucina e altri ambienti a seconda del momento e delle esigenze.

Il valore dedicato al cibo resta elevato e la maggior parte degli italiani intervistati associa il mangiare a casa ad una sensazione di benessere e qualità della vita.

Nonostante questo, cresce la frequenza delle cene consumate in solitudine, anche se un terzo degli italiani vorrebbe mangiare più spesso con le persone con cui vive. Le difficoltà sono soprattutto organizzative – orari non allineati, impegni di lavoro o studio – in particolare tra Gen Z e Millennials.

Anche il tempo dedicato alla cena in settimana tende a ridursi: per una quota significativa, questo pasto dura meno di 30 minuti ed è spesso accompagnato da tv, smartphone e altri dispositivi digitali, anche quando il pasto è condiviso.

Il ruolo di Ikea

I dati dimostrano l’esistenza di una tensione tra ciò che si desidera e ciò che si vive ogni giorno. Da una parte il momento del pasto è sempre più frammentato, informale e solitario, dall’altra si vorrebbe continuare a vivere il momento in cui ci si siede a tavola come un gesto di convivialità e di vera connessione in famiglia.

Ikea cerca di rispondere a questa esigenza progettando cucine sempre più flessibili, funzionali e accoglienti, capaci di adattarsi alla vita reale e alle esigenze delle persone.

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