Cambio ora: nella notte tra il 29 e 30 ottobre 2022 lancette indietro di un’ora

Cambio dell'ora, da legale a solare, nell'ultimo weekend di ottobre, tra sabato 29 e domenica 30 ottobre 2022, alle 3 di notte.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 27/10/2022 Aggiornato il 27/10/2022
orologio da parete domus vivendi di wald

Lancette dell’orologio indietro di un’ora nella notte fra sabato 29 e domenica 30 ottobre 2022, dalle 03:00 alle 02:00, con il passaggio dall’ora legale all’ora solare. L’ora solare resterà in vigore fino all’ultimo weekend di marzo 2023, quando le lancette andranno spostate in avanti.

Che cos’è l’ora solare?

L‘ora solare è quella definita dal fuso orario del luogo in cui si regola l’orologio. 

Che cos’è l’ora legale?

L’ora legale invece è quella che – per sfruttare maggiormente la luce durante la primavera e l’estate (periodi in cui aumenta anche in termini quantitativi il numero di ore in cui è presente il sole) è stata stabilita, appunto, da una specifica disposizione di legge.

Cambio ora solare-legale: perché è stato introdotto

L’ora solare è stabilita astronomicamente dal passaggio del Sole per il meridiano locale, mentre quella legale è quella prevista per legge e ha come obiettivo l’ottimizzare le ore di luce naturale del giorno, ottenendo risparmi in termini economici e di inquinamento. Con l’ora legale, infatti, si ritarda l’uso della luce artificiale, quindi l’accensione delle lampadine e l’utilizzo di corrente elettrica, beneficiando dell’illuminazione naturale. Il passaggio dall’ora solare a quella legale ha come obiettivo quindi quello di risparmiare: con un’ora in più di luce naturale si ritarda l’utilizzo dell’energia elettrica.

In Italia l’ora legale venne introdotta per la prima volta il 3 giugno del 1916, sull’esempio dell’Inghilterra che aveva pensato al cambio dell’ora per risparmiare sull’energia elettrica e far fronte così alle spese di guerra. Da quella data è stata di volta in volta modificata nel corso del tempo. Così fino al 1980 l’ora legale durava 4 mesi, da fine maggio a fine settembre, dal 1981 al 1995 venne allungata a 6 mesi, dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Dal 1996 ad oggi, invece, dura 7 mesi, dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di ottobre.

Abolizione del cambio ora: per ora nessuna modifica

Su sollecitazione dei Paesi del Nord Europa (che preferiscono mantenere l’ora solare per poter sfruttare meglio la poca luce solare a disposizione durante il periodo invernale), ad agosto 2018 quasi 5 milioni di cittadini dell’Unione Europea risposero ad una consultazione esprimendosi favorevolmente sull’abolizione del passaggio ora solare/ora legale e viceversa. Da qui iniziò una discussione che coinvolse dapprima la Commissione europea e poi giunse all’Europarlamento, lasciando però alla discrezione dei singoli Stati la decisione se mantenere l’ora solare o quella legale o continuare con il cambio dell’ora due volte all’anno. Un problema che potrebbe verificarsi è però quello del rischio di avere vari fusi orari. 

L’Italia – che in passato aveva chiesto a Bruxelles di mantenere l’attuale status quo per il cambio dell’ora – non ha preso ancora una decisione definitiva in attesa di una valutazione dei vantaggi e degli svantaggi, ma si ritiene da molti che l’ora legale in molti Paesi porti ad accendere la luce un’ora dopo, facendo risparmiare. La Francia ha invece già deliberato, con una consultazione popolare, di eliminare il cambio dell’ora e di tenere l’ora legale, dicendo addio a quella solare.  

Si risparmia con l’ora legale?

Per ora quindi in Italia rimane in vigore il cambio dell’ora. Dati alla mano, negli ultimi 7 mesi l’ora legale ci ha permesso di risparmiare più di 190 milioni di euro.

Cos ha stabilito Terna  la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale secondo cui dal 2004 al 2021, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 10,5 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di oltre 1,8 miliardi di euro.

Il beneficio economico stimato per il periodo di ora legale nel 2022 è calcolato considerando che il costo del kilowattora medio per il ‘cliente domestico tipo in tutela’ (secondo i dati dell’ARERA) è, attualmente, pari a circa 46,03 centesimi di euro al lordo delle imposte. I circa 420 milioni di kilowattora di minori consumi di elettricità equivalgono al fabbisogno medio annuo di circa 150 mila famiglie.

Allo stato attuale con la crisi energetica in corso e il caro bollette, il cambio ora, che di fatto significa giornate più corte dal punto di vista dell’approvvigionamento della luce naturale e necessità di usare quella artificiale, non fa certamente risparmiare.

Con un’ora di luce solare in meno per svolgere attività lavorative e non solo, siamo “costretti” ad accendere la luce in casa e consumare.

Come risparmiare corrente

A tal proposito però ci possono venire in soccorso i consigli pratici che ha messo a punto l’Enea per un uso ‘intelligente’ dell’energia elettrica.

In primis utilizzando lampadine a risparmio energetico. La tecnologia LED permette un grande risparmio energetico in quanto, a parità di potenza assorbita, produce una luce 5 volte superiore rispetto alle classiche lampadine ad incandescenza e alogene. La vita di esercizio di un LED a luce bianca è di circa 15.000 ore; mettendolo a confronto con le lampadine fluorescenti (7.500 ore di esercizio) e con le lampadine alogene (750 ore), si può notare il risparmio in termini di manutenzione nel tempo. È bene poi preferire apparecchi elettronici di classe energetica superiore: i consumi elettrici delle abitazioni, dice sempre l’Enea, sono riconducibili per il 58% agli elettrodomestici ed è grazie alla sostituzione di questi ultimi che si può ottenere una sensibile riduzione dei consumi energetici. Per esempio, sostituendo una lavatrice di 20 anni fa con una odierna in classe di efficenza massima si potrebbe ottenere un risparmio di energia elettrica del 35%; prendendo invece in considerazione la sostituzione di un frigorifero si potrebbe arrivare fino al 40%.

Altro consiglio taglia sprechi è utilizzare ciabatte multipresa. Mediamente la televisione o qualsiasi apparecchiatura elettronica in stand-by, cioè con la luce rossa accesa, assorbe una potenza da 1 a 4 Watt (dipende da marca e modello). Se moltiplichiamo questo dato per 24 ore, risulta che sono stati consumati tra i 24 e i 96 Wh. Questo dato diventa impressionante se moltiplicato per l’intero anno, vale a dire cumulando un consumo inutile stimato tra gli 8.760 Wh e i 35.040 Wh e, se presenti in casa non solo il televisore in stand-by ma anche un lettore dvd, un decoder, uno stereo oppure un computer, la situazione risulta essere ancora peggiore. La soluzione a questo problema potrebbe essere quella di riunire tutte le spine degli apparecchi elettronici in una ciabatta multi-presa con un interruttore annesso, in modo da poter spegnere tutti con un unico gesto se non utilizzati. È bene poi non lasciare la luce accesa inutilmente. Alla sera è bene tenere accesa in casa solo la luce della stanza che si sta occupando e, man mano che ci si sposta all’interno dell’abitazione, è sempre buona abitudine spegnere la luce e tutti gli apparecchi elettronici che si stavano utilizzando.

Durante il giorno invece è importante sfruttare al massimo la luce del sole, cercando di tenere il più possibile le luci spente. Attualmente si stanno sviluppando e cominciano a essere presenti sul mercato dei sistemi di controllo da remoto, che permettono di spegnere e accendere le luci con il proprio smartphone. Esistono inoltre da tempo sistemi di domotica più sofisticati per la gestione non solo di luci ma anche, ad esempio, di tapparelle e tende.

 

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