Cambio ora: nella notte tra 30 e 31 ottobre lancette indietro di un’ora

Cambio dell'ora, da legale a solare, nell'ultimo weekend di ottobre, tra sabato 30 e domenica 31 ottobre 2021, alle 3 di notte. Sarà in vigore fino a marzo del prossimo anno. L'Italia ha infatti mantenuto il cambio dell'ora diversamente da altri Paesi dell'Unione europea.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 16/10/2021 Aggiornato il 16/10/2021
orologio da parete domus vivendi di wald

Lancette dell’orologio indietro di un’ora nella notte fra sabato 30 e domenica 31 ottobre 2021 con il passaggio dall’ora legale all’ora solare. L’ora solare resterà in vigore fino all’ultimo weekend di marzo 2022, ossia tra sabato 26 e domenica 27, quando le lancette andranno spostate in avanti.

Cambio ora solare-legale: perché è stato introdotto

L’ora solare è stabilita astronomicamente dal passaggio del Sole per il meridiano locale, mentre quella legale è quella prevista per legge e ha come obiettivo l’ottimizzare le ore di luce naturale del giorno, ottenendo risparmi in termini economici e di inquinamento. Con l’ora legale, infatti, si ritarda l’uso della luce artificiale, quindi l’accensione delle lampadine e l’utilizzo di corrente elettrica, beneficiando dell’illuminazione naturale. Il passaggio dall’ora solare a quella legale ha come obiettivo quindi quello di risparmiare: con un’ora in più di luce naturale si ritarda l’utilizzo dell’energia elettrica.

In Italia l’ora legale venne introdotta per la prima volta il 3 giugno del 1916, sull’esempio dell’Inghilterra che aveva pensato al cambio dell’ora per risparmiare sull’energia elettrica e far fronte così alle spese di guerra. Da quella data è stata di volta in volta modificata nel corso del tempo. Così fino al 1980 l’ora legale durava 4 mesi, da fine maggio a fine settembre, dal 1981 al 1995 venne allungata a 6 mesi, dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Dal 1996 ad oggi, invece, dura 7 mesi, dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di ottobre.

Abolizione del cambio ora 

Su sollecitazione dei Paesi del Nord Europa (che preferiscono mantenere l’ora solare per poter sfruttare meglio la poca luce solare a disposizione durante il periodo invernale), ad agosto 2018 quasi 5 milioni di cittadini dell’Unione Europea risposero ad una consultazione esprimendosi favorevolmente sull’abolizione del passaggio ora solare/ora legale e viceversa. Da qui iniziò una discussione che coinvolse dapprima la Commissione europea e poi giunse all’Europarlamento, lasciando però alla discrezione dei singoli stati la decisione se mantenere l’ora solare o quella legale o continuare con il cambio dell’ora due volte all’anno. Un problema che potrebbe verificarsi è però quello del rischio di avere vari fusi orari. 

L’Italia non ha preso ancora una decisione definitiva. Il secondo governo Conte, a suo tempo, aveva chiesto a Bruxelles di mantenere l’attuale status quo per il cambio dell’ora, non essendoci stata una chiara valutazione dei vantaggi e degli svantaggi. Per esempio che l’ora legale in molti Paesi porta ad accendere la luce un’ora dopo, facendo risparmiare. La Francia ha invece già deliberato, con una consultazione popolare, di eliminare il cambio dell’ora e di tenere l’ora legale dicendo addio a quella solare.  

 

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