Salone del Mobile.Milano promuove una borsa di studio per studenti di design in memoria di Manlio Armellini

Una borsa di studio per studenti di design in onore di colui che ha trasformato il Salone nell’importante appuntamento internazionale di oggi
Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 16/04/2022 Aggiornato il 16/04/2022
manlio armellini salone

Salone del Mobile.Milano promuove una borsa di studio per studenti di design in memoria di Manlio Armellini, colui che ha portato la manifestazione ai fasti e al successo internazionale di oggi, non solo commerciale. È infatti grazie al suo programma culturale – monografie dedicate ai maestri del design, mostre a tema, appuntamenti artistici e di spettacolo –, ogni anno affiancato all’appuntamento fieristico, se il Salone è diventato un sistema complesso, punto di riferimento per aziende, professionisti e appassionati di tutto il mondo. Voluta dalla presidente attuale Maria Porro, che ne ha annunciato la creazione durante la presentazione della sessantesima edizione del Salone, la borsa di studio è destinata agli studenti del master universitario in Furniture Design del Politecnico di Milano, diretto da Alessandro Deserti, professore del Dipartimento di Design, e da Francesco Zurlo, presidente di POLI.design e preside della Scuola Design della stessa università.

La borsa di studio per studenti di design coprirà la metà della quota di iscrizione per un giovane italiano e uno straniero, selezionati da una apposita commissione giudicatrice, che include anche Armida Armellini, la moglie che ha affiancato quest’uomo “vulcanico e visionario, raffinato e generoso”, come lo definisce Maria Porro, nei decenni di lavoro per il Salone.

“Gli anni che ci attendono” spiega Francesco Zurlo, “saranno unici per intensificazione di creatività e di progettualità. E formare designer preparati e consapevoli del loo ruolo nel contesto socioeconomico sarà fondamentale. Il design è infatti ben più di una disciplina finalizzata al bello e al ben fatto (che è cosa comunque importante visto che siamo il secondo paese manifatturiero in Europa), ma è molto di più, perché con il suo approccio diventa un asset strategico per l’innovazione e la competitività. Manlio Armellini lo sapeva bene e grazie al suo lavoro è riuscito a dimostrarlo non solo al nostro paese, ma al mondo intero.”

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