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Nella riunione del 10 settembre 2026, la Banca centrale europea ha deciso di alzare i tassi di interesse di 25 punti base. L’aumento entra in vigore dal 16 settembre. Ma cosa cambia in concreto nel mercato dei mutui?
BCE alza i tassi: cosa significa?
La BCE influenza il costo del denaro nell’area euro attraverso i propri tassi di interesse. Quando li aumenta, il finanziamento diventa generalmente più oneroso per le banche. Queste condizioni possono poi trasferirsi, almeno in parte, ai clienti attraverso mutui, prestiti e altri finanziamenti più costosi.
L’impatto più immediato quindi riguarda soprattutto i mutui a tasso variabile, legati in gran parte all’indice Euribor. Quando la BCE aumenta i tassi ufficiali, infatti, anche i tassi del mercato interbancario tendono generalmente a salire, facendo aumentare il costo dei mutui variabili già in corso e di quelli di nuova sottoscrizione.
Di quanto aumenta la rata del mutuo?
Per capire quanto aumenta la rata del mutuo possiamo usare le simulazioni. Secondo un’analisi di Facile.it, l’aumento di 25 punti base di traduce in un ulteriore aumento della rata per chi ha in corso un mutuo a tasso variabile.
Considerando un finanziamento standard da 126.000 euro, con una durata di 25 anni, la rata mensile dovrebbe passare dagli attuali 614 a circa 631 euro, con un incremento di 17 euro.
Secondo l’Unione nazionale dei Consumatori, prendendo come riferimento l’ultimo Taeg rilevato da Bankitalia, pari al 3,81%, e considerando l’importo e la durata media di un mutuo, un aumento dei tassi di 25 punti base, comporterebbe per chi sottoscrive oggi un finanziamento a tasso variabile un aumento della rata di circa 19,50 euro al mese. Su base annua, l’esborso aggiuntivo arriverebbe quindi a circa 234 euro.
Surroga del mutuo: un’opportunità per risparmiare
Chi ha già un mutuo e desidera ridurre la rata o migliorare le condizioni può valutare la surroga. Si tratta della possibilità di trasferire il proprio finanziamento da una banca a un’altra che offre condizioni più vantaggiose, senza costi per il cliente.
La surroga o portabilità del mutuo è una procedura che è stata introdotta in Italia con la legge n. 40 del 2007, anche conosciuta come Legge Bersani, consente di spostare il mutuo a costo zero mantenendo l’ipoteca originaria. In pratica si chiude il vecchio finanziamento e se ne apre uno nuovo con un altro istituto, modificando parametri come tasso o durata.
Il vantaggio principale è che l’operazione avviene senza penali né spese per il mutuatario, rendendola una soluzione interessante soprattutto in fasi di mercato in cui si aprono opportunità di risparmio sui tassi.
Come chiedere la surroga del mutuo
Richiedere una surroga è un processo relativamente semplice e gestito in gran parte dalla nuova banca scelta. Il primo passo consiste nel confrontare le offerte disponibili sul mercato per individuare le condizioni più vantaggiose, valutando attentamente tasso, durata e importo della rata.
Una volta individuato l’istituto più conveniente, è possibile presentare la richiesta di surroga fornendo la documentazione principale: documento d’identità, codice fiscale, ultime buste paga o dichiarazione dei redditi, oltre ai dati del mutuo in corso e alla documentazione relativa all’immobile.
Sarà poi la nuova banca ad avviare l’istruttoria e a contattare l’istituto originario per avviare il trasferimento del finanziamento. Se la richiesta viene approvata, si procede con la stipula del nuovo contratto e il passaggio formale del mutuo, senza costi per il cliente. L’intero iter richiede in genere alcune settimane, anche se i tempi possono variare in base alla complessità della pratica.
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