Arte urbana come utile strumento per riqualificare le periferie italiane

L’arte urbana trasforma i quartieri in musei all’aperto da vivere in socialità: ecco l'esempio ormai consolidato di Mantova
Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 21/09/2021 Aggiornato il 21/09/2021
arte urbana Univer e Tellas @Without Frontiers Lunetta a Colori 2021

Il mantovano festival di arte urbana Without frontiers – Lunetta a colori, giunto alla sesta edizione, coinvolge artisti nazionali e internazionali nella riqualificazione dell’omonimo quartiere della cittadina lombarda. Oltre quarantacinque opere dipinte su più di cinquemila metri quadrati di superficie hanno così nel tempo trasformato la zona periferica in un vero e proprio museo all’aperto, che sfrutta il colore per cambiare volto al costruito e renderlo maggiormente a misura d’uomo.

L’edizione 2021, focalizzata sulla piccola congiunzione “e” intesa come “speciale unione caratterizzata da una forza generatrice da cui scaturiscono idee e nuove energie”, ha affrontato i concetti di scambio, di socialità, di relazione, di connessione e di legame quali spunti per il lavoro degli artisti. Chiamati con le loro creazioni a far riflettere i cittadini sul senso di comunità e di familiarità del luogo.

Focus del festival di arte urbana è stata piazza Unione Europea, cuore pulsante di Lunetta: Fabio Schirru, in arte Tellas, con gli oltre mille litri di colore donati da Univer ne ha trasformato l’aspetto, sottolineandone il valore di punto di incontro e di aggregazione dei residenti. Un’opera a terra di oltre novecentocinquanta metri quadrati, con ampie campiture cromatiche che fanno da sfondo a una reinerpretazione in modo più o meno astratto di diversi elementi naturali, come foglie, fiori, petali. Attorno i palazzi del quartiere, con i fronti già parzialmente trasformati nelle edizioni precedenti, rendono l’insieme una vera e propria agorà, prontamente ri-abitata a fine lavori da adulti e bambini. “Senza frontiere”, secondo lo spirito – e il titolo – della manifestazione.

Oltre a Tellas, Lunetta quest’anno ha visto letteralmente all’opera anche l’olandese Jeroen Erosie e 108 (pseudonimo di Guido Bisagni), che a quattro mani hanno dato vita ad Aperta, studio cromatico-formale della lettera e, sulla testata di un anonimo palazzo. Il quartiere di Mantova non sarà tra l’altro l’unico appuntamento italiano per l’artista nordeuropeo, che grazie al progetto #hollandme, promosso da Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia con INWARD – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, durante il resto dell’anno con altri cinque colleghi si esibirà a Santa Croce di Magliano, Torino, Lentini, Lecce e nel napoletano.