Acqua in Italia: tra sprechi e cattive abitudini. E per quella da bere vince la plastica

Quali sono le abitudini degli italiani in fatto di acqua? Quanta importanza danno al risparmio idrico? Preferiscono l’acqua del rubinetto o quella confezionata? Alcuni studi rivelano i comportamenti dei consumatori e il loro rapporto con questa preziosa e sempre più “scarsa” risorsa.
Stefania Lobosco
A cura di Stefania Lobosco
Pubblicato il 17/06/2018 Aggiornato il 06/08/2018
Acqua in Italia: tra sprechi e cattive abitudini. E per quella da bere vince la plastica

Lo scorso 22 marzo si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita nel 1993 dalle Nazioni Unite per ricordare ai consumatori l’importanza e, purtroppo, la “scarsità” di questo prezioso elemento, parte fondante delle nostre vite. L’acqua è una risorsa preziosa e irrinunciabile, per questo da anni si svolgono campagne di sensibilizzazione con l’obiettivo di ricordare che questa risorsa, se usata in modo errato e di conseguenza sprecata, è destinata a diminuire.

Dalle ricerche emerge, infatti, che, a causa dei cambiamenti climatici, tra soli 20 anni, 5 miliardi di persone potrebbero non avere l’acqua necessaria per vivere e nel 2050 potrebbero esserci popolazioni che per mesi non avranno accesso a fonti idriche. Una delle questioni da affrontare in questo secolo è e continuerà ad essere sicuramente la carenza di acqua e come arginare il problema. Molti Paesi del mondo oggi non hanno accesso all’acqua potabile, più di 2 miliardi non hanno acqua nelle proprie case, in molti altri dove fino ad ora l’accesso all’acqua non era un problema stanno iniziando a fare i conti con la dura realtà della sua scarsità, e anche in Italia si sta cercando sempre di più di ridurne e ottimizzare i consumi, lì dove lo spreco di acqua non è necessario e può essere evitato.

Il tema della Giornata Mondiale dell’Acqua quest’anno è stato Nature for water. Secondo l’ONU per salvaguardare le risorse idriche le soluzioni potrebbero arrivare già dalla natura stessa. Tra queste azioni le principali sono sicuramente: prevenire la siccità attraverso la riforestazione; bonificare le zone paludose; ripristinare gli ecosistemi fluviali; costruire infrastrutture green e molto altro.

Ma oltre ai progetti di alto valore, per ridurne i consumi si può partire però dalle piccole azioni quotidiani, aumentando la consapevolezza sull’importanza del corretto utilizzo delle risorse idriche.

Gli italiani: consumatori “poco attenti”

Da uno studio condotto da In a Bottle è emerso che gli italiani sono davvero poco attenti al consumo di acqua, 1 italiano su 3 (33%) non presta attenzione agli sprechi d’acqua in casa: a trionfare purtroppo è il “non ci faccio caso”. Il 27% degli italiani lascia scorrere l’acqua mentre si lava i denti, il 33% degli uomini ammette di lasciare il rubinetto aperto mentre si rade la barba per evitare di dover fare “apri e chiudi” per pulire il rasoio. Durante l’acquisto di un elettrodomestico solo una piccola percentuale fa attenzione ai consumi idrici riportati sull’etichette. Molto probabilmente la maggior parte non sa che tenere aperto il rubinetto quando ci si lava i denti comporta uno spreco dai 6 agli 8 litri, mentre quando ci si rade, tra insaponatura e rasatura si può arrivare addirittura a 35-45 litri. Fare la doccia invece del bagno permette inoltre di risparmiare fino al 70% di acqua, ma bisogna essere molto attenti perché con una doccia gocciolante si sprecano più di 2mila litri d’acqua.

Qualche consiglio su come agire correttamente per evitare inutili sprechi di acqua? Ogni persona può contribuire anche nel quotidiano a questa nobile causa, modificando alcune abitudini. Ad esempio quando ci si lava i denti è opportuno evitare di lasciare scorrere l’acqua, ma utilizzare un bicchiere; quando si lavano le mani è sufficiente poca pressione al rubinetto; installare gli aeratori nei rubinetti per diminuire il flusso; utilizzare la doccia invece della vasca; utilizzare una bacinella sia quando ci si fa la barba che quando si lavano le stoviglie; avviare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico evitando di utilizzare questi elettrodomestici anche quando si hanno pochi indumenti o pochi piatti da lavare (la lavatrice utilizza dai 90 ai 160 litri di acqua a ciclo); evitare ove possibile il prelavaggio dei capi; evitare di lavare le auto a casa o per strada e preferire le nuove soluzioni senza acqua o a basso impatto ambientale.

Gli italiani e il rapporto con l’acqua da bere

Passando invece all’acqua da bere, che rapporto e quali conoscenza hanno gli italiani? Da un’analisi sui comportamenti degli italiani relativi al consumo d’acqua, realizzata da Lifegate, in collaborazione con l’Istituto di ricerca Eumetra MR e con il supporto di Culligan, è emerso che 26,8 milioni di italiani si dichiarano attenti alle tematiche legate al consumo di acqua da bere, ma più della metà della popolazione resta indifferente. Il 67% della popolazione, nonostante l’impatto economico e ambientale, preferisce acquistare l’acqua minerale in bottiglie di plastica, ritenendola più sicura rispetto a quella del rubinetto.

Più della metà delle persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni consuma abitualmente acqua in bottiglie di plastica. Per il 47% questa scelta è dovuta ad una percezione di maggiore sicurezza. Per il 20% è una questione di comodità, mentre il 16% sceglie l’acqua minerale confezionata semplicemente perché ne preferisce il gusto. Il 27% della popolazione invece sceglie acqua depurata di rubinetto per motivi di sicurezza, salutistici o per impattare meno sull’ambiente. Il 18% degli italiani consuma acqua di rubinetto non depurata per abitudine, comodità o per costi inferiori.

Si conoscono gli effetti della plastica? 9 italiani su 10 ne sono al corrente

Nonostante il quotidiano utilizzo, gli italiani si rivelano consapevoli dei rischi ambientali causati dall’utilizzo della plastica. Più del 90% si è dichiarato informato sul fatto che nel 2050 nei nostri mari ci sarà più plastica che pesci, che il trasporto di bottiglie di plastica comporta un elevato impatto ambientale in termini di emissioni di anidride carbonica e che l’acqua minerale in bottiglia ha un costo elevato variabile dai 300 ai 700 euro a famiglia, a seconda della qualità del prodotto.

Per poter rinunciare alle bottiglie di plastica e passare a bere l’acqua di rubinetto, gli italiani chiedono però maggiori garanzie sui controlli, la qualità e la sicurezza. Per rispondere all’esigenza di sicurezza e incentivare il consumo di acqua potabile del rubinetto, la Commissione Europea ha quindi deciso di revisionare la direttiva 98/83/CE sulle acque potabili. Inoltre, sarà necessario fare più informazione sull’argomento e rassicurare la popolazione sui controlli sempre più stringenti che vengono effettuati sull’acqua potabile per renderla sempre più sicura e buona.

 

Dal depuratore alla caraffa filtrante, soluzioni per l’acqua da bere dal rubinetto

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È un depuratore ultracompatto a osmosi inversa a produzione diretta che permette di avere acqua buona, priva di cattivi sapori e odori, direttamente dal rubinetto di casa. Dotato di sistema di ultrafiltrazione microbiologicamente testato. Le dimensioni di Aqua-Cleer Slim di Culligan sono talmente contenute che può essere installato anche nel sotto zoccolo. Per consumi di acqua più elevati diventa Plus, la versione con una maggiore capacità di erogazione, pensata per le famiglie più numerose, o per coloro che desiderano avere una portata d’acqua maggiore. Pressione Min/Max di esercizio = 2.5 / 6.0 bar. Prezzo: a partire da 1.500 euro. www.culligan.it

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Caraffa filtrante con volume totale di 2.3 L e volume di acqua filtrata di 1.4 L. Questo prodotto AmazonBasics è caratterizzato dal design trasparente con dettagli bianca; progettata per poter essere riposta nella porta del frigorifero. Riduce efficacemente cloro, calcare e altre impurità dell'acqua; ideale per le acque dure. L'indicatore elettronico di sostituzione del filtro segnala quando la cartuccia necessita di essere cambiata (ogni 30 giorni). Coperchio ribaltabile per riempimento facile dal lavandino; manico ergonomico per versare comodamente l'acqua; compatibile con lavastoviglie fino a 50 °C (senza coperchio). Prezzo: 18,81 euro. www.amazon.it

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L’anticalcare magnetico Mini Ecla 1 di Ecla è un filtro magnetico ideale per caldaie e boiler, utile per evitare i danni del calcare e ridurre l'inquinamento. È possibile installarlo con grande facilità a monte dell'attacco di caldaie e boiler ed impedisce la formazione del calcare su resistenze e scambiatori di calore. E’ totalmente ecologico, utilizza un processo meccanico e non chimico di disaggregazione del calcare. L'applicazione di magneti permanenti all'interno del filtro meccanico produce un campo magnetico che dissocia i sali duri trasformandoli in Aragonite, un microparticolato che non si deposita nelle tubature. Non richiede manutenzione a seguito dell'installazione e può essere installato da qualunque idraulico. Perfetto per qualsiasi livello di durezza dell’acqua. Attacchi da 1/2" m/f. Prezzo: 45 euro. www.shop.elcla.it

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Fonti / Bibliografia

  • LifeGateLo stile di vita dove le persone, il pianeta e il profitto vivono in armonia.
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