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Klimahouse, fiera internazionale per l’edilizia responsabile e l’efficienza energetica – a Bolzano dal 28 al 31 gennaio – è per le imprese giovani del settore edilizio un’occasione di farsi conoscere e di costruire relazioni. Soprattutto se si tratta di startup: giovani realtà innovative che operano da meno di cinque anni e che cercano di trovare contatti e partner, sbocchi commerciali per i loro prodotti, servizi e soluzioni.
Da tre anni, nell’ambito di Klimahouse, viene ospitato Future Hub, un “contenitore” di progetti e idee che, in collaborazione con il Polihub del Politecnico di Milano, seleziona una ventina di startup con proposte sostenibili e un livello di sviluppo e diffusione sul mercato più o meno avanzato.
Quest’anno Future Hub accoglie 19 imprese, raggruppate nelle due categorie “Early Stage” (quella che stanno muovendo i primi passi nel loro settore) e “Late Stage” (già affermate con prodotti distribuiti sul mercato). La giuria di Klimahouse premia una startup per ciascuno dei due gruppi.
Ad accomunare idee, progetti, programmi delle diverse imprese in concorso – oltre all’entusiasmo e alle competenze tecniche specifiche dei promotori – è l’approccio ecocompatibile, basato sulla sostenibilità, il risparmio energetico, il recupero delle risorse, il riciclo e il riuso. Tutto questo in equilibrio tra tecnologie all’avanguardia e riscoperta di materie prime “antiche” dall’alto potenziale. Le sperimentazioni dei giovani imprenditori tra prodotti e servizi, con inediti impieghi dell’Intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali. Al Future Hub di Klimahouse, abbiamo incontrato alcuni di loro per farci raccontare a che punto è il percorso.
Materiali, processi e strumenti digitali a disposizione delle imprese
La startup Terra Tiles nasce dal lavoro di un team di tre ingegneri che hanno avuto l’idea di trasformare scarti edili – in particolare la terra di scavo dei cantieri – in materia prima per realizzare piastrelle artigianali. Un riciclo che fa bene all’ambiente, considerato che il 35% del totale dei rifiuti proviene dal settore edile. La tecnica è antichissima: si parte quindi dalla terra cruda naturale che viene mescolata con frammenti minerali, sempre di recupero. Il prodotto, modellabile in diversi formati e spessori, non richiede leganti chimici, né cottura; il processo, simile a quello per la terra battuta, consiste invece nella pressatura, levigatura e ceratura superficiale con cera d’api. Le piastrelle così ottenute sono riciclabili al 100%. L’estetica è molto particolare, richiama i manufatti del passato.
Tra i materiali innovativi e sostenibili presentati da Future Hub c’è anche la proposta di Geomatrix: un prodotto composito costituito da plastica riciclata e polvere di legno proveniente dagli scarti delle segherie. La miscela, una volta scaldata e pressata senza aggiunta di acqua, viene modellata in stampi per realizzare imballaggi e contenitori in polipropilene riciclabile per diversi utilizzi domestici.
Sip W, che opera in collaborazione con un’azienda norvegese, si occupa della rigenerazione del silicio di recupero: una volta lavorato e purificato da altre sostanze, viene riutilizzato come materia prima seconda per realizzare batterie al litio.
Blokko produce invece un modulo per realizzare pareti divisorie o strutturali, arredi customizzabili, assemblabili e smontabili con tecnica a secco con un sistema di ganci a formare una sorta di rete. le materie prime impiegate per realizzare questo prodotto sono la plastica riciclata ad alta densità, i cementi alleggeriti e gli agglomerati lignei.
Proxima realizza sistemi modulari standard per edifici nuovi ed esistenti, abitazioni e uffici. Il tecnomodulo wireless è stato elaborato con un brevetto del Politecnico di Milano e con la partecipazione di due docenti.
Piattaforme digitali, software e app per facilitare utenti e imprese
Tra le startup innovative presenti a Klimahouse sono numerose quelle che si avvolgono delle nuove tecnologie per agevolare le attività nel settore dell’edilizia e dell’abitare, anche semplificando le procedure e l’accesso alle informazioni:
Brix utilizza l’Intelligenza Artificiale su una piattaforma che aiuta le imprese di costruzioni a ottenere i documenti tecnici necessari per gli interventi che devono svolgere e a effettuare gli acquisti in modo razionale.
Anche nei progetti di KITAI, l’apporto dell’Intelligenza artificiale è fondamentale. La startup sviluppa assistenti virtuali personalizzati, su misura per le esigenze delle singole aziende che operano nel mondo delle costruzioni. Una volta programmato e costantemente aggiornato con dati ufficiali forniti e implementati dall’impresa stessa, questo supporto tecnologico è in grado di offrire servizi di formazione e informazione ai dipendenti, nonché di risolvere problemi tecnici e anomalie nei sistemi.
Il software messo a punto dalla startup Pratifly è nato per affiancare gli studi edilizi nelle fasi di pre-progettazione per quanto riguarda le autorizzazioni da richiedere al Comune, l’intero iter burocratico e la definizione dei costi da sostenere. Il sistema è programmato in base alle normative vigenti e si avvale anche dell’IA per elaborare le informazioni richieste dagli utenti.
DyMoND ha sviluppato un software per monitorare la salute e lo stato di conservazione di edifici storici, monumenti, infrastrutture critiche, ponti, pale eoliche, dighe. Il sistema è in grado segnalare eventuali anomalie.
Block ChaimRE opera nel settore immobiliare tramite una piattaforma digitale di archiviazione che permette di raccogliere i dati delle agenzie immobiliari o degli utenti in modo definitivo e senza possibilità di manomissione esterna, come potrebbe invece avvenire ad esempio nel caso i dati fossero salvati su un hard disk. L’attività è al servizio di tutti gli stakeholder immobiliari e mira a semplificare e agevolare le compravendite, riducendo le tempistiche, evitando possibili rallentamenti e agevolando gli aspetti burocratici.
ESGMAX segue invece i propri clienti, sempre tramite strumenti digitali, nella realizzazione del Bilancio di sostenibilità. Quest’ultimo è una dichiarazione di trasparenza che rende pubblici tutti gli aspetti non economici connessi all’attività dell’azienda. Per le grandi imprese è reso obbligatorio dal regolamento europeo, mentre per le piccole al momento è volontario.
Risparmiare energia e acqua
Empower ha implementato una tecnologia che permette di ottimizzare il flusso dell’energia nelle batterie di accumulo degli impianti, anche domestici, consentendo di risparmiare energia. Sempre nell’area del risparmio energetico operano altre due giovani imprese selezionate nel Future Hub: entrambe si occupano di agevolare, attraverso le loro piattaforme digitali, la gestione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), risparmiando su tempi e costi. Alpinvision, che si concentra soprattutto sul Nord Italia, conta già 35 clienti. Anche HexErgy si pone l’obiettivo di semplificare la burocrazia, agevolando il compito a chi intende attivare una CER o vuole entrare a farne parte e rendendo possibile una considerevole crescita economica. L’impresa è attiva, oltre che in Italia, in Olanda e in Colombia: Paesi diversi accumunati da meccanismi e difficoltà simili per quanto riguarda le Comunità Energetiche Rinnovabili. I progetti pilota preventivano risparmi fino a 200 euro annui in bolletta per gli aderenti con una buona gestione della CER.
Il corretto utilizzo e gestione dell’acqua potabile è, su piccola e grande scala, un pilastro dello sviluppo sostenibile. Aleante Engineering ha elaborato device ingegneristici per agevolare il monitoraggio della qualità dell’acqua e trova applicazioni soprattutto alle pubbliche amministrazioni dei piccoli Comuni, mettendo a disposizione strumenti innovativi, anche per rilevare perdite, presenza di sostanze nocive e radioattività: tra questi una bacheca elettronica a batteria che, affissa in luoghi pubblici, fornisce ai cittadini informazioni in tempo reali.
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