Al Cersaie grande successo per la lectio magistralis dell’architetto Richard Rogers

Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 26/09/2018 Aggiornato il 06/02/2019

Posti esauriti all’Europauditorium per il discorso di Richard Rogers, maestro inglese dell’architettura internazionale.

lectio magistralis Rogers a Cersaie 2018

Come a ogni edizione, al Cersaie si parla di grande architettura: ospite di quest’anno, chiamato a tenere la lectio magistralis, l’architetto Richard Rogers, “lord” inglese che ha riempito l’Europauditorium della Fiera di Bologna.

Introdotto dallo storico dell’architettura Francesco Dal Co, Rogers (che tutti conoscono come l’autore con Renzo Piano del mitico Centre Pompidou a Parigi, ma suoi sono anche ad esempio il Millennium Dome e il Lloyd’s Building a Londra) ha incentrato il discorso sui temi del costruire oggi per lui più pressanti. Ovvero, come ha ricordato in apertura dell’appuntamento Mauro Vandini, facente parte del Consiglio Generale di Confindustria Ceramica, «l’impegno, il benessere sociale, la sostenibilità ambientale».

Cersaie2018_RichardRogers_lectio magistralis

L’architetto, vincitore del Pritzker Price nel 2007 (il Nobel dell’architettura), ha aperto con una constatazione: «Tutta l’architettura è moderna nella sua epoca ed è una espressione di quell’epoca». Ripercorrendo poi tutte le tappe principali della carriera, inclusa una sua certa iniziale perplessità nei confronti dell’opera forse più dirompente (per l’epoca) e sicuramente più famosa, il Centre Pompidou, Rogers ha sottolineato l’importanza del ruolo dei progettisti nella realizzazione di luoghi – chiusi o aperti che siano (nel Pompidou «lo spazio pubblico è la parte più importante dell’architettura») – capaci di soddisfare le esigenze in continua trasformazione della società. Parlando appunto di «ruolo sociale» del suo lavoro.

Cersaie2018_RichardRogers_europauditorium

Al termine del discorso molti anche gli studenti e i professionisti che si sono messi in coda per farsi firmare l’autobiografia “Un posto per tutti”, che Rogers ha scritto cinque anni fa, dopo la grande mostra monografica alla Royal Academy di Londra, per raccontare la sua vita e nel contempo spiegare come costruire una società migliore creando luoghi migliori in cui vivere. Sempre nel segno di ciò che affermava il musicista John Cage, un visionario come lui: «Non capisco perché le persone abbiano paura delle idee nuove. Io ho paura di quelle vecchie.»

Cersaie2018_RichardRogers_firma autobiografia