Mostra XVIII BIENNALE DONNA: Attraversare l’immagine. Donne e fotografia tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta - Ferrara

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 09/09/2020 Aggiornato il 09/09/2020
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Ferrara (FE)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Palazzina Marfisa d'Este, corso della Giovecca 170
Telefono: 0532/244949
Orari di apertura: 9,30-13; 15-18. Lunedì chiuso
Costo: 4 euro; ridotto 2 euro. Prenotazioni https://prenotazionemusei.comune.fe.it/
Dove acquistare: https://prenotazionemusei.comune.fe.it/
Sito web: www.artemoderna.comune.fe.it; www.biennaledonna.it
Organizzatore: Comitato Biennale Donna dell’UDI con il sostegno della Regione Emilia-Romagna
Note:
La mostra prende in esame il lavoro di 13 artiste fotografe, italiane e internazionali, i cui personali filoni di ricerca si sono contraddistinti, per particolare rilevanza e originalità, nell'impegno politico, sociale e di costume, documentando, in molti casi, anche i grandi mutamenti storici del Novecento:
Paola Agosti, Diane Arbus, Letizia Battaglia, Giovanna Borgese, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Françoise Demulder, Mari Mahr, Lori Sammartino, Chiara Samugheo, Leena Saraste, Francesca Woodman e Petra Wunderlich.

La mostra si apre con ricerche a sfondo antropologico della fine degli anni Cinquanta per arrivare agli anni Sessanta, che hanno segnato l’avvio di significative lotte in nome di un cambiamento
radicale della cultura e della società, per il raggiungimento di libertà individuali e di conquiste democratiche.

Raggiungimenti che gli anni Settanta avrebbero estremizzato, animando, sullo sfondo di drammatici conflitti, il rapporto tra politica e cultura.

Gli anni Ottanta hanno poi costituito il momento del riflusso: le grandi battaglie condotte per i diritti civili, per l’emancipazione delle classi sociali, delle donne, degli emarginati, sono defluite verso modi diversi di avvertire l’esistenza, soppiantando le pratiche collettive, delle quali l’arte e la fotografia si erano rese interpreti, a favore di un sentire più individuale.

Le fotografe hanno saputo registrare tali cambiamenti, concentrando il proprio sguardo su temi scottanti connessi al sociale, al patrimonio antropologico, alla sfera psicologica.

La mostra è a cura di Angela Madesani.
XVIII BIENNALE DONNA: Attraversare l’immagine. Donne e fotografia tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta
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