Mostra XILOGRAFE - Crema

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Crema (Cremona)
La mostra presentata al Museo Civico di Crema e del Cremasco intende approfondire quel mondo sottotraccia, ma punteggiato di eccellenze artistiche, che negli anni a cavallo del 1900 prese forma e si consolidò attorno ad alcune figure che scelsero proprio questo linguaggio, quello della xilografia, come materiale della propria ricerca.
Le artiste raramente vi si dedicarono, sicuramente a causa di un certo qual pregiudizio nei confronti di una tecnica ritenuta maschile per la tipicità dell’intaglio del legno, accostato non solo ad abilità tecnica ma anche a forza fisica.
Con la nascita dell’incisione su legno di testa, che superava la durezza della lavorazione con la sgorbia e i coltelli, questa puntualizzazione sull’artigianalità un po’ grezza venne meno e il bulino e la ciappola furono più semplicemente accostati alla grazia femminile.
Il periodo storico selezionato – dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento – è proprio quello in cui l’artista donna divenne professionista e decise di esprimersi anche attraverso questo medium.
La grafica perse poi, tra le due guerre, un po’ del suo vigore, per spegnersi quasi totalmente nel secondo dopoguerra, almeno fino a tempi piuttosto recenti e un rinnovato interesse verso l’incisione.
Vi sono certamente artiste che, anche in quegli anni, furono capaci di parlare a un ampio pubblico con originalità e forza espressiva, lasciando importanti testimonianze del loro tempo: a tal proposito non si può mancare di citare la terribile cartella di Regina Lichter-Liron che, con suggestive e inquietanti scene, giocate su uno scioccante bianco e nero, rende con immediatezza l’inimmaginabile realtà, vissuta in prima persona, dei campi di concentramento.
La mostra è a cura di Edoardo Fontana, con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi.
Le artiste raramente vi si dedicarono, sicuramente a causa di un certo qual pregiudizio nei confronti di una tecnica ritenuta maschile per la tipicità dell’intaglio del legno, accostato non solo ad abilità tecnica ma anche a forza fisica.
Con la nascita dell’incisione su legno di testa, che superava la durezza della lavorazione con la sgorbia e i coltelli, questa puntualizzazione sull’artigianalità un po’ grezza venne meno e il bulino e la ciappola furono più semplicemente accostati alla grazia femminile.
Il periodo storico selezionato – dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento – è proprio quello in cui l’artista donna divenne professionista e decise di esprimersi anche attraverso questo medium.
La grafica perse poi, tra le due guerre, un po’ del suo vigore, per spegnersi quasi totalmente nel secondo dopoguerra, almeno fino a tempi piuttosto recenti e un rinnovato interesse verso l’incisione.
Vi sono certamente artiste che, anche in quegli anni, furono capaci di parlare a un ampio pubblico con originalità e forza espressiva, lasciando importanti testimonianze del loro tempo: a tal proposito non si può mancare di citare la terribile cartella di Regina Lichter-Liron che, con suggestive e inquietanti scene, giocate su uno scioccante bianco e nero, rende con immediatezza l’inimmaginabile realtà, vissuta in prima persona, dei campi di concentramento.
La mostra è a cura di Edoardo Fontana, con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi.
Regione: Lombardia
Luogo: Museo Civico di Crema e del Cremasco, piazzetta Winifred Terni de’ Gregorj 5
Telefono: 0373/894486
Orari di apertura: 14,30-17,30 martedì; 10-12; 14,30-17,30 da mercoledì a venerdì; 10-12; 15,30-18,30 sabato, domenica e festivi
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: Ingresso libero
Sito web: www.culturacrema.it
Organizzatore: Museo Civico di Crema e del Cremasco






























