Mostra Wor(l)d. Gianluigi Colin - Modena

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Modena
METRONOM presenta la mostra personale di Gianluigi Colin (Pordenone, 1956), un progetto espositivo che approfondisce il rapporto tra immagine, parola e sistema dei media.
Il titolo della mostra, Wor(l)ds, introduce fin da subito il nucleo concettuale del lavoro: una riflessione sullo scarto e sulla sovrapposizione tra “word” e “world”, tra linguaggio e realtà.
In questa tensione semantica si inscrive la ricerca di Colin, che da anni esplora i processi di costruzione, trasmissione e trasformazione dell’informazione visiva, con particolare attenzione al ruolo della stampa e della fotografia nel definire l’immaginario collettivo.
Gianluigi Colin conduce una ricerca artistica intorno al dialogo tra le immagini e le parole: il suo lavoro nasce come investigazione sul passato, sul senso della rappresentazione, sulla stratificazione dello sguardo.
L’allestimento riunisce quattro cicli di lavori storici, che percorrono alcune direttrici della sua ricerca.
Presente storico (1997-2011) configura una vera e propria ‘storia di visioni’ in cui il passato e il presente si compenetrano.
La serie Traps (2012-2016) è realizzata a partire da comuni trappole per topi che fissano alcune parole emblematiche della contemporaneità, ritagliate da pagine di giornali.
Dalla parola al mito, il ciclo Mitografie (2011-2015) è una riflessione sulla costruzione del mito nell’era dei media. Marylin Monroe, Venere contemporanea, appare immersa e quasi fluida, tra le pagine in bianco e nero di un giornale.
L’immagine torna protagonista nelle Interferences (2014-2016): una sterminata collezione di fotografie provenienti da banche dati, elemento quotidiano ed essenziale del processo editoriale.
Accanto ai cicli storici, la mostra presenta un’installazione inedita che si confronta con il lascito di Marcel Duchamp, in particolare con il celebre scolabottiglie.
Il titolo della mostra, Wor(l)ds, introduce fin da subito il nucleo concettuale del lavoro: una riflessione sullo scarto e sulla sovrapposizione tra “word” e “world”, tra linguaggio e realtà.
In questa tensione semantica si inscrive la ricerca di Colin, che da anni esplora i processi di costruzione, trasmissione e trasformazione dell’informazione visiva, con particolare attenzione al ruolo della stampa e della fotografia nel definire l’immaginario collettivo.
Gianluigi Colin conduce una ricerca artistica intorno al dialogo tra le immagini e le parole: il suo lavoro nasce come investigazione sul passato, sul senso della rappresentazione, sulla stratificazione dello sguardo.
L’allestimento riunisce quattro cicli di lavori storici, che percorrono alcune direttrici della sua ricerca.
Presente storico (1997-2011) configura una vera e propria ‘storia di visioni’ in cui il passato e il presente si compenetrano.
La serie Traps (2012-2016) è realizzata a partire da comuni trappole per topi che fissano alcune parole emblematiche della contemporaneità, ritagliate da pagine di giornali.
Dalla parola al mito, il ciclo Mitografie (2011-2015) è una riflessione sulla costruzione del mito nell’era dei media. Marylin Monroe, Venere contemporanea, appare immersa e quasi fluida, tra le pagine in bianco e nero di un giornale.
L’immagine torna protagonista nelle Interferences (2014-2016): una sterminata collezione di fotografie provenienti da banche dati, elemento quotidiano ed essenziale del processo editoriale.
Accanto ai cicli storici, la mostra presenta un’installazione inedita che si confronta con il lascito di Marcel Duchamp, in particolare con il celebre scolabottiglie.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Metronom, via Carteria 10
Telefono: 059/239501
Orari di apertura: 9-13; 14-18 martedì, mercoledì, venerdì o su appuntamento
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: Ingresso libero
Sito web: www.metronom.it
Organizzatore: Metronom































