Mostra War is over. Arte e conflitti tra mito e contemporaneità - Ravenna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 05/11/2018 Aggiornato il 29/11/2018

Il progetto espositivo, a cura di Angela Tecce, storica e critica d’arte e dirigente del MiBACT, e Maurizio Tarantino, direttore del Museo d'Arte della città di Ravenna, si articola intorno a tre temi: Vecchi e nuovi miti, sulle ideologie che in passato come oggi sono state spesso alla base di conflitti, o sulle mitologie che ne sono derivate; Teatri di guerra. Frontiere e confini, che restituisce la rilettura data dagli artisti delle immagini di guerra che si susseguono sotto i nostri occhi, dove i confini dividono ciò che è “dentro” da ciò che è “fuori”; infine Esercizi di libertà, più specificamente rivolto a ciò che l’arte può dirci sul nostro futuro, non come proiezione di un presente conflittuale, ma come spazio libero di creatività. 

Dal al
Ravenna (RA)
ATTENZIONE
Prima di presentarsi alle mostre informarsi sulle modalità di ingresso in relazione all’emergenza Covid-19 e visitare il sito ufficiale dell’evento per avere conferma delle date e degli orari.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Mar - Museo d'Arte della città di Ravenna, via di Roma 13
Telefono: 0544/482775
Orari di apertura: 9-18. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Dove acquistare: http://www.mar.ra.it/ita/Biglietteria
Sito web: http://www.mar.ra.it/ita/Mostra/_-War-is-over
Note:
Le scelte dei curatori si completano con l'intervento di Studio Azzurro: quattro installazioni formano un continuum, un legame tra i diversi piani e livelli su cui si distribuisce la mostra e integra le opere con le sue classiche suggestioni audiovisive e interattive. Il fulcro della mostra è costituito da un nucleo di artisti “storici” che hanno approfondito le tematiche della guerra in modi diversi e pure opposti, dalla propaganda bellico-futurista di Marinetti a De Chirico che con I gladiatori, 1922, rilegge la violenza della guerra mondiale con il filtro di una classicità depurata ed eterna. Picasso con l’opera in mostra, Jeux des pages, 1951, torna a una riflessione sui disastri della guerra iniziata nel 1937 con Guernica e che si concluderà con le due grandi composizioni del 1952 intitolate La Guerre e La Paix. I nostri due più grandi artisti del secondo Novecento, Lucio Fontana e Alberto Burri, esprimono con sensibilità diverse la lacerazione che i danni del secondo conflitto hanno provocato prima di tutto nelle coscienze, cui si unisce la voce sonora e indignata di Renato Guttuso.
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