Mostra Waking Dream - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 31/03/2019 Aggiornato il 31/03/2019
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Prima di presentarsi alle mostre informarsi sulle modalità di ingresso in relazione all’emergenza Covid-19 e visitare il sito ufficiale dell’evento per avere conferma delle date e degli orari.
Regione: Lombardia
Luogo: 308 Nulla è perduto, via privata Sartirana 3
Telefono: 346/3220163
Orari di apertura: 10-19 tutti i giorni
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.nullaeperduto.it
Organizzatore: 308 Nulla è perduto
Note:
La mostra sperimentale a cura di Maria Abramenko si svolge durante la settimana di MiArt a Milano, dal 5 al 9 aprile. "Waking Dream" riunisce 7 artisti e 2 collettivi con talenti altamente individualistici sotto il tema del sogno lucido: i simboli e le figure antropomorfe presenti nel nostro paesaggio onirico, e il loro impatto sulla mente al risveglio.
L'ispirazione per questo tema è tratto dagli scritti di Carl Gustav Jung e dalla sua convinzione che la creatività della mente nello stato di veglia è una sintesi di pensieri che turbinano attraverso l'inconscio durante le ore di sonno.

Partendo dalla dimensione onirica del soggetto come un'eclissi totale dei cinque sensi, la mostra si interroga sui dualismi esperienza-percezione. La veglia e il sonno sono due stati di coscienza opposti. Il collegamento tra questi due mondi è the Waking. Durante il sonno il sistema neuronale inibisce la vividezza dei ricordi evocati dall'incoscio.
In contrasto con il mondo contemporaneo, dove ogni giorno sperimentiamo alter ego più o meno consapevoli, linguaggi algoritmici e una realtà parallela creata da bit, con questa mostra il sogno torna ad essere la facoltà più umana di simbolizzazione, una delle ultime vie organiche e spirituali che apre a infinite strade.

I sette artisti e due collettivi interpretano Waking Dream attraverso diverse sfaccettature che vanno a toccare tutti e cinque i sensi. La mostra porta lo spettatore a riflettere su come la vita subconscia influenzi il suo rapporto di percezione dell’opera d’arte.

Matteo Castiglioni presenta un'installazione audiovisiva che offre una riflessione esperienziale sulla realtà digitale.

Tadao Cern valicando la barriera tra opera, ambiente e spettatore esplora giocosamente il sogno lucido attraverso la leggerezza e la pesantezza, l'attrazione e la repulsione, la corporeità e l'immaterialità dei suoi Black Baloons.

Il collettivo DUSKMANN dall’animo minimal post-atomico porta una serie di sculture le cui geometrie infinite esprimono la potente energia espressiva del sogno come simbolo.

Ignazio Mortellaro decifra con il suo lavoro il sogno come orizzonte dell'intelletto, un luogo interiorizzato di libertà.

Scerbo indaga il rapporto tra l'essere umano e la sua esistenza attraverso il medium della luce e della trasparenza.

Con la sua opera Veronica Smirnoff mostra all’osservatore la delicatezza della dimensione onirica rappresentata tramite l’utilizzo delle tecniche dei maestri antichi.

Il collettivo olandese Graphic Surgery (Gysbert Zijlstra e Erris Huigens) scardina la percezione dell’ambiente attraverso il rigore geometrico di un intervento site-specif.

L'opera di Jonathan Vivacqua distorce e deforma lo spazio fisico, tramutandolo in uno spazio del subconscio.

Giulio Alvigini propone un’ironica oggettivazione del sistema dell'arte contemporanea italiana.
Waking Dream
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