Mostra Verità e illusione. Figure in cera del Settecento bolognese - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 30/11/2022 Aggiornato il 30/11/2022
Bologna (BO)
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, strada Maggiore 44; Museo di Palazzo Poggi, via Zamboni 33
Telefono: 051/236708 Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini; 051/2099610 Museo di Palazzo Poggi
Orari di apertura: 10-15 martedì, mercoledì, giovedì; 14-18 venerdì; 10-18,30 sabato e domenica. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini; 5 euro; ridotto 3 euro Museo di Palazzo Poggi
Dove acquistare: www.sma.unibo.it
Sito web: www.museibologna.it/arteantica; www.sma.unibo.it
Organizzatore: Musei Civici d'Arte Antica di Bologna in collaborazione con il Museo di Palazzo Poggi
Note:
La mostra allestita al Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, con la curatela di Massimo Medica, Mark Gregory D'Apuzzo, Ilaria Bianchi e Irene Graziani, si configura come primo evento espositivo organicamente incentrato sulla ritrattistica in cera realizzata in ambito bolognese durante il Settecento, secolo che conobbe il maggiore rilancio dell'arte antica e intrigante della ceroplastica già praticata nelle epoche classiche e medievali.

Forma artistica scarsamente indagata dal circuito accademico per via dell'antico pregiudizio verso una materia metamorfica considerata priva di valore estetico e una tecnica in bilico tra arte e artigianato, proprio nel capoluogo emiliano, durante il XVIII secolo, la ritrattistica scultorea in cera ebbe un ruolo di primaria importanza godendo di fortuna e apprezzamento come rappresentazione congeniale ad una triplice funzione: la trattazione delle discipline scientifiche avviata nella rinomata scuola di anatomia umana dell'Università, la raffigurazione del potere e la devozione religiosa.

A partire dal nucleo di opere conservato al Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, il progetto espositivo traccia un ampio e dettagliato panorama dell'officina ceroplastica a Bologna riunendo per la prima volta 18 opere, di cui 16 figure in cera e 2 terrecotte, di notevole fattura presenti in raccolte museali ed edifici di culto cittadini, potendo inoltre godere del prestito straordinario di pezzi appartenenti a collezioni private e dunque raramente visibili.

Accanto al Ritratto del conte senatore Paolo Patrizio Zambeccari (1670-1756) di Nicola Toselli esposto unicamente nella Mostra del Settecento Bolognese curata da Guido Zucchini nel 1935 a Palazzo d'Accursio, sono 3 i manufatti inediti visibili per la prima volta: la testa di Cristo in cera policroma, attualmente conservata presso il Museo provinciale dei Cappuccini di Bologna e attribuita a ceroplasta emiliano, e i due busti di San Carlo Borromeo e San Filippo Neri riferibili a Luigi Dardani, provenienti dal coretto della chiesa di Santa Maria di Galliera.

Il percorso espositivo si estende nella seconda sede del Museo di Palazzo Poggi dove si trova la "Camera della Notomia" dell'Istituto delle Scienze con la serie di otto statue in cera - di cui due nudi raffiguranti Adamo ed Eva, quattro Spellati e due scheletri - progettate ed eseguite tra il 1742 e il 1751 dal pittore, scultore e architetto Ercole Lelli su commissione del Cardinale Prospero Lorenzo Lambertini, asceso al soglio pontificio nel 1740 con il nome di Benedetto XIV.

Come suggerisce il titolo, la mostra intende giocare sull'antitesi tra verità e illusione, cioè sull'apparente contrasto fra gli effetti di conturbante iperrealtà da un lato, e l'inganno dei sensi dall'altro, che il virtuosismo mimetico dell'arte della ceroplastica era in grado di procurare allo spettatore come commistione tra immagine e vita.
E lo è tuttora, come immutato è il rapporto dell'uomo con la morte e con il divino.

Il progetto espositivo si avvale di un comitato scientifico composto da Massimo Medica, Mark Gregory D'Apuzzo, Roberto Balzani, Ilaria Bianchi, Lucia Corrain, Irene Graziani e Antonella Mampieri.
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