Mostra Veleni e magiche pozioni. Grandi storie di cure e delitti - Este

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 27/12/2019 Aggiornato il 27/12/2019
Dal al
Este (PD)
Regione: Veneto
Luogo: Museo Nazionale Atestino, via G. Negri, 9/c
Telefono: 0429/2085
Orari di apertura: 9-13; 14,30-19,30 da lunedì a sabato; domenica 14,30-19,30
Costo: 5 euro; ridotto 2 euro
Dove acquistare: www.atestino.beniculturali.it
Sito web: www.atestino.beniculturali.it
Organizzatore: Polo Museale del Veneto - Museo Nazionale Atestino, Università Studi di Ferrara, città di Este
Note:
In questa mostra veleni, pozioni, medicamenti vengono indagati lungo il loro più volte millenario stratificarsi.

Il visitatore scopre che già nel Paleolitico, migliaia di anni fa, gli uomini sapevano cercare sostanze utili alla migliore sopravvivenza. Vengono sperimentate e tramandate sostanze che fanno bene e altre che fanno male.

Dobbiamo giungere a Paracelso, quindi al primo ‘500, per definire il concetto del dosaggio, elemento che può fare di un farmaco un veleno o viceversa. E non è un caso se ancora oggi il simbolo dei farmacisti sia il caduceo, bastone alato con due serpenti che rappresentano l’uno la dose terapeutica, il secondo quella tossica, il veleno.

La mostra è una miniera di scoperte e curiosità. Si scopre ad esempio che il vasto uso di ocra nel Paleolitico dipendeva anche dalle proprietà antisettiche di quel materiale. Veniamo a conoscere come già dal Paleolitico ci si curasse il mal di denti con la propoli.

Lo studio di veleni di fonte animale, vegetale e minerale può parallelamente spiegare scientificamente la nascita di miti e leggende.
Nelle vetrine, accanto a rarissimi reperti archeologici, trovano spazio confezioni storiche di veleni e farmaci; importanti dipinti con immagini di magie si affiancano ad affiches storiche che pubblicizzano portentosi unguenti e medicamenti.

Rare edizioni e manoscritti che trattano di una varietà di argomenti strettamente connessi: dalla magia, vista da diversi profili, alla dottrina esoterica, ermetica e alchemica occidentale, alle streghe “lamiae” temute artefici di pozioni magiche e, al contempo, vittime della superstizione e delle persecuzioni dell’inquisizione che si avvaleva di compendi e manuali repressivi.

La mostra è a cura di Federica Gonzato e Chiara Beatrice Vicentini.

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