Mostra Vasi Antichi - Verona

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/01/2022 Aggiornato il 17/01/2022
Dal al
Verona (VR)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

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Regione: Veneto
Luogo: Museo Archeologico al Teatro Romano, Regaste Redentore 2
Telefono: 045/8000360; 045/8036353
Orari di apertura: 10-18. Lunedì chiuso
Costo: 4,50 euro; ridotto 3 euro
Dove acquistare: www.museoarcheologico.comune.verona.it
Sito web: www.museoarcheologico.comune.verona.it
Organizzatore: Museo Archeologico
Note:
La mostra dedica un focus speciale alle ceramiche etrusche.
Una sezione che presenta alcuni dei pezzi più suggestivi della raccolta di ceramiche preromane, un’ottantina di vasi dal VII al IV secolo a.C. circa, che compongono una parte della ricca collezione del Museo Archeologico, normalmente non esposta al pubblico.

Di particolare impatto la vetrina dedicata alle “ceramiche nere degli Etruschi”, con un vaso monumentale, parte di un gruppo di vasi in bucchero donato al Museo di Verona nell’Ottocento da Bernardino Biondelli (nato a Zevio nel 1804), linguista di fama, archeologo, curatore delle collezioni numismatiche del Comune di Milano per più di trent’anni.

Le ceramiche nere degli Etruschi, manufatti chiamati anche buccheri, si distinguono grazie al tipico colore nero che si trova sia sulla superficie, più o meno compatta e lucente, sia nel corpo ceramico. Non si tratta in questo caso di vernice sovrapposta alle pareti del vaso, ma di un particolare procedimento di cottura in assenza di ossigeno per impedire le trasformazioni chimiche di ossidazione che facevano assumere la tipica colorazione aranciata ai minerali di ferro contenuti nell’argilla.

La parola “bucchero” non è etrusca, ma di origine spagnola, e designava una ceramica di colore nero di produzione sudamericana importata nel XVII secolo, molto simile alle ceramiche etrusche che presero dunque il suo nome.

L’invenzione del bucchero etrusco si deve alla volontà di ideare oggetti che potessero assomigliare ai costosi servizi in bronzo, di colore metallico e lucenti, ma che fossero meno costosi.

L’uso di crateri, brocche, calici e mestoli in bronzo era infatti previsto durante i banchetti degli esponenti più ricchi della società etrusca, che molto probabilmente aveva assimilato questa abitudine dai Greci, con i quali da secoli intrattenevano rapporti commerciali.

La mostra è curata da Margherita Bolla.

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