Mostra Utopie Radicali. Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976 - Firenze

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 18/10/2017 Aggiornato il 18/10/2017

La mostra celebra il movimento architettonico radicale a Firenze negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, raccontando i movimenti e le singole personalità che hanno rivoluzionato l'architettura contemporanea. Tra oggetti di design, video, installazioni, performance e narrazioni la mostra riunisce le opere visionarie di Archizoom, Remo Buti 9999, Gianni Pettena, Superstudio, UFO, Zziggurat, gruppi e personalità capaci di rendere Firenze negli sessanta e settanta il centro di una rivoluzione creativa che ha segnato lo sviluppo delle arti a livello internazionale. In esposizione più di 200 opere tra abiti, gioielli, tessuti, porcellane, lampade, mobili, foto, fotomontaggi, collage, modellini e progetti. Definito inizialmente come “superarchitettura”, “controdesign”, “architettura concettuale” o “utopia”, il movimento architettonico radicale a Firenze si contraddistingue per l’originale scambio tra la ricerca architettonica e le arti visive, andando appunto oltre l'architettura. Caratteristica del ruolo “radicale” dei ricercatori fiorentini è quella di innovare profondamente strategie progettuali e piattaforme concettuali, manifestandosi anche attraverso performance urbane e cortocircuiti operativi, con teorizzazioni globali e contributi concettuali che si trascrivono sia nelle architetture per gli interni che negli spazi urbani. Suddivisa per sezioni tematiche, la mostra fa emergere le complessità che stavano alla base di quegli anni con gli intrecci fra arte, design e architettura, ma anche la musica e il mondo dei grandi concerti, quello delle discoteche e dei club. . Tra le opere in mostra si trovano progetti di interni e mobili, come "Superonda" e "Safari" di Archizoom, "Bazar" di Superstudio e "Rumble Sofa" di Gianni Pettena presentati accanto alle interpretazioni utopiche del mondo, rese attraverso i disegni, i fotomontaggi e le immagini di opere come "La città n. 551" di Remo Buti. La mostra, curata da Pino Brugellis, Gianni Pettena e Alberto Salvadori con la collaborazione di Elisabetta Trincherini, è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Fondazione CR Firenze e Osservatorio per le Arti Contemporanee. Con il supporto di Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi e Regione Toscana e con la collaborazione scientifica di CCA-Centre Canadien d’Architecture. Con la partecipazione di Gervasi S. p. A e Mercato Centrale Firenze.    

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Firenze (FI)
ATTENZIONE
Prima di presentarsi alle mostre informarsi sulle modalità di ingresso in relazione all’emergenza Covid-19 e visitare il sito ufficiale dell’evento per avere conferma delle date e degli orari.
Regione: Toscana
Luogo: Palazzo Strozzi, Strozzina, piazza degli Strozzi
Telefono: 055/2469600; Sito: www.palazzostrozzi.org
Orari di apertura: 12-20 tutti i giorni; giovedì 12-23
Costo: 5 euro; ridotto 4 euro
Utopie Radicali. Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976
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