Mostra Unterwegs (In viaggio) - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 22/06/2021 Aggiornato il 22/06/2021
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: Art Takes Over ATO, via della Spiga 48
Telefono: 02/29404373 Galleria Gió Marconi; 02/72094331 kaufmann repetto
Orari di apertura: 24 ore su 24
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.giomarconi.com; www.kaufmannrepetto.com
Organizzatore: Art Takes Over ATO in collaborazione con le gallerie d’arte Gió Marconi, kauffman repetto e i proprietari dei negozi
Note:
ATO Art Takes Over presenta una mostra d’arte contemporanea allestita nelle vetrine di via della Spiga 48 a Milano con le opere di Kerstin Brätsch e Judith Hopf, artiste tedesche di fama internazionale rappresentate rispettivamente dalle gallerie milanesi Gió Marconi e kaufmann repetto.

Dopo il successo della prima edizione di installazioni d’arte in negozi vuoti nel Quadrilatero della Moda nella primavera 2021, ATO Art Takes Over è lieto di presentare questa seconda edizione del progetto. ATO Art Takes Over rinnova così il proprio impegno rivolto alla rigenerazione urbana del distretto del lusso nel centro di Milano conosciuto come “Quadrilatero della Moda”, situato tra via Montenapoleone e via della Spiga, colpito dalla recente pandemia.

Come parte del progetto, ATO Art Takes Over continua le #ATO Stories (“Storie ATO”) che accompagneranno ogni nuova edizione con la presentazione di notizie interessanti e aneddoti ad illustrazione del passato del centro di Milano ed in particolare i suoi legami di lunga data con il mondo dell’arte.

Questa seconda edizione presenta due artiste tedesche, Kerstin Brätsch (Amburgo, 1979) e Judith Hopf (Karlsruhe, 1969).
Entrambe si dedicano a un esame critico della dipendenza digitale del mondo contemporaneo, con lavori che spaziano dalla pittura, alla scultura, alle installazioni, mentre #ATO Stories racconterà la storia delle prime gallerie d’arte nel centro di Milano a partire dal XIX secolo.

La pratica di Kerstin Brätsch si muove fluidamente tra i medium e tra la pratica individuale e collettiva, dando vita a ibridi di pittura, design e performance, esplorando la natura e i confini della pittura nell’era digitale.
Per l’occasione, l’artista presenta un marbling painting su carta e una serie di strutture autoportanti, parzialmente illuminate da luce al neon, che inglobano vetri antichi realizzati in Svizzera e successivamente rielaborati.

In mostra è esposta anche un’opera dell’ultima serie di lavori realizzata dall’artista tedesca con la tecnica dello stucco marmo, in collaborazione con l’artigiano romano Walter Cipriani. Questo processo riprende la tecnica italiana del XVII secolo in cui i pigmenti sono mescolati tra di loro con intonaco bagnato e colla e infine lucidati per formare un effetto marmoreo.

Judith Hopf cerca di realizzare degli interstizi nelle relazioni di potere, inserendo lo humour, il domestico e l’assurdo nello spazio dell’arte, mettendo in discussione i nostri preconcetti e i nostri stereotipi.

L’importanza sempre più crescente delle comunicazioni digitali è affrontata in Untitled (Email Lines) dove tre fili di luci LED di colore violetto, blue e verde sospesi al soffitto ci ricordano del costante arrivo di e-mail, come elementi di distrazione nella quotidianità.

In Openings, tessuti trasparenti sono decorati con la tecnica del batik. Ispirandosi alle tappezzerie del XVIII secolo, con illustrazioni di vita coloniale, l’artista ne reinterpreta i territori come isole, pervase di segni misteriosi, spingendoci così ad aprire gli occhi su mondi interiori, impossibili da definire sulla base delle regole e dei parametri della nostra società.


Unterwegs (In viaggio)
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