Mostra Universo Futurista - San Lazzaro di Savena

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 15/04/2018 Aggiornato il 29/11/2018

Una nuova istituzione privata italiana, la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, nasce sulla base di un archivio storico dedicato alla cultura italiana del XX secolo, avviato a New York nel 1984 dai suoi fondatori, Massimo e Sonia Cirulli, che oggi conta una collezione di alcune migliaia di pezzi.   

Dal al
San Lazzaro di Savena (BO)
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, via Emilia 275
Telefono: 051/6288300
Orari di apertura: 10-17; 11-20 sabato e domenica. Lunedì chiuso. Per gruppi visite anche in orari diversi
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Note:
Gli obiettivi della Fondazione sono la valorizzazione, in ambito nazionale e internazionale, dell’arte e della cultura visiva italiana del XX secolo attraverso una rilettura dal taglio inedito e multidisciplinare della sua eredità culturale e la promozione di progetti orientati alla divulgazione della cultura creativa italiana dalla nascita della modernità e del made in Italy fino al boom economico. Inaugura questo nuovo spazio la mostra "Universo Futurista" focalizzata sul nucleo della collezione dedicato a questo periodo storico (1909 -1939). Le opere esposte mettono in evidenza le tematiche centrali dell’estetica futurista come l’inno alla vitalità creativa, alla giocosità e alla fantasia. La mostra, curata da Jeffrey T. Schnapp e Silvia Evangelisti, presenta una selezione di dipinti, sculture, oggetti di design, disegni progettuali, fotografie e fotomontaggi, manifesti pubblicitari e documenti autografi di ogni genere realizzati da artisti futuristi dal 1909 fino alla fine degli anni ‘30 del Novecento. Un nucleo di 200 opere realizzate in diversi materiali, forme e misure create da artisti quali Balla, Boccioni, Bonzagni, Bucci, Casarini, Chiattone, D’Albisola, Depero, Diulgheroff, Guerrini, Korompay, Licini, Marchi, Marinetti, Masoero, Munari, Prampolini, Russolo, Schawinsky, Sant’Elia, Sironi, Tato, Thayaht. La mostra è allestita nell’edificio che gli architetti e designer Achille e Pier Giacomo Castiglioni hanno progettato per Dino Gavina e Maria Simoncini, a San Lazzaro di Savena, nel 1960. 
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