Mostra Un splendor mi squarciò ’l velo. Dante illustrato: dal codice 3285 a Scaramuzza - Parma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/01/2022 Aggiornato il 17/01/2022
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Parma (PR)
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Regione: Emilia Romagna
Luogo: Complesso monumentale della Pilotta, Salone delle Scuderie, piazza della Pilotta 3
Telefono: 0521/220424
Orari di apertura: 10,30-18,30. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Dove acquistare: https://complessopilotta.it
Sito web: https://complessopilotta.it
Organizzatore: Complesso monumentale della Pilotta
Note:
Una grande mostra, due percorsi monografici paralleli se pur fisiologicamente congiunti, la scoperta di una sede magnifica, le Scuderie Ducali appena restaurate e rese sede espositiva della Grande Pilotta.
Questa è la proposta nell’ambito del progetto "Dante e la Divina Commedia in Emilia Romagna", un percorso espositivo diffuso che valorizza il patrimonio dantesco di 14 biblioteche e archivi storici in cui l'autore della Commedia, dopo l'esilio, trovò la sua seconda patria.

Il titolo del progetto "Un splendor mi squarciò ’l velo" tratto dal trentaduesimo Canto del Purgatorio ha ricevuto il prestigioso patrocinio del comitato per le celebrazioni Dantesche.

A prefigurarne il contenuto della mostra sono le due citazioni del sottotitolo, ovvero “il codice 3285” e il nome di Scaramuzza.
Il codice citato è uno dei maggiori tesori della Biblioteca Palatina, capolavoro già appartenente ai Danti del Cento, è riconosciuto come una delle più antiche trascrizioni della Commedia dantesca (risale ai primi del ’300), dotato di uno straordinario apparato decorativo.

Il volume è stato recentemente oggetto di una campagna di restauro e della completa digitalizzazione finanziato dal Lions Club di Parma. Intorno e accanto, Giuseppa Zanichelli ha ideato un percorso che svela al pubblico l’importantissimo patrimonio di opere dantesche, manoscritte e a stampa, posseduto dalla Biblioteca Palatina.
Tesori bibliografici (e artistici) acquisiti nei secoli dai Farnese, dai Borbone e, infine, da Maria Luigia d’Austria per arricchire la loro Biblioteca.

La seconda citazione proposta nel sottotitolo menziona “Scaramuzza”. È riferita all’artista parmense Francesco Scaramuzza, che eseguì i dipinti murali con tecnica ad encausto a freddo tra il 1841 e il 1857, al fine di impreziosire con la sua opera la Sala Dante della Biblioteca Palatina, che conserva la magnifica raccolta di manoscritti, incunaboli ed edizioni rare dantesche, passione e vanto della ducea di Maria Luigia d’Asburgo.

Questo prestigioso incarico diede spunto al pittore per una ulteriore impresa: illustrare l’intera Divina Commedia e già nell’anno del centenario, il 1865, a Firenze vennero esposte le sue tavole riguardanti l’Inferno.
Nel 1876 Scaramuzza termina l’avventura titanica di illustrare l’intera Commedia, in tutto 243 cartoni a penna, che sono l’oggetto dell’esposizione a lui riservata alle Scuderie Ducali.

La mostra offre al visitatore la prima organica esposizione di codici danteschi che di norma sono aperti alla sola ammirazione degli studiosi e la scoperta dell’intero corpus di disegni danteschi dello Scaramuzza.
Il tutto nel contesto delle restaurate Scuderie Ducali, nuovo spazio espositivo della Pilotta.

La mostra è a cura di Giuseppa Zanichelli e Simone Verde.

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