Mostra Un Capolavoro di Giornata. Dall’alba al tramonto nell’ottocento. Un viaggio nel tempo dipinto. - Bologna

A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il
Aggiornato il
AVVERTENZA: la Redazione non assume alcuna responsabilità, e pertanto non potrà essere ritenuta responsabile, per eventuali errori di indicazione delle date dei vari eventi che sono da considerare puramente indicative. Invitiamo i lettori a verificare l’esattezza delle date e degli orari di svolgimento delle varie manifestazioni, contattando preventivamente gli organizzatori ai numeri di telefono corrispondenti o visitando il sito web corrispondente.
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
-
Bologna
Palazzo Pallavicini ospita la mostra, curata da Francesca Sinigaglia, che espone più di cento dipinti dell'Ottocento europeo.
Non per scuola, non per stile, non per nazione. Per ora del giorno.
Le sale non seguono le correnti dell'arte, seguono le ventiquattro ore: dodici sezioni da due ore, sei di luce e sei di buio, dall'alba fino alla notte.
L'idea di partenza è semplice. Nell'Ottocento il tempo smette di essere lo sfondo e diventa il soggetto.
È il secolo in cui i pittori lasciano la storia solenne e la mitologia, escono all'aperto e si mettono a guardare la vita di ogni giorno: la luce di una certa ora, una colazione, il rientro dai campi, la città che comincia a correre.
Si comincia dal risveglio, con la natura ancora sospesa e le prime luci di casa nei dipinti di Antonio Fontanesi, Luigi Bertelli e Augusto Majani.
Poi la colazione borghese di Antonio Mancini e Alessandro Scorzoni. Fuori la mattina esplode: le lavandaie e i contadini di Francesco Paolo Michetti e Giuseppe Pellizza da Volpedo, un mondo ancora legato alla terra, mentre la città moderna corre già per conto suo nella Londra fumosa di Giovanni Boldini.
A mezzogiorno il tempo si ferma nella luce accecante della baia di Douarnenez di Renoir.
Vengono il pomeriggio e i giochi dei bambini di Gaetano Chierici, poi il tramonto dorato di Nino Costa e Mario de Maria.
La sera la chiudono le Ninfee notturne di Monet.
Infine la notte, con le visioni lunari di Grimshaw e le denunce sociali di Natale Attanasio, prima che tutto scivoli nel sogno e nella memoria.
Ai dipinti si affiancano profumi storici e suoni d'ambiente, pensati per cambiare di sala in sala con lo scorrere delle ore, dalla freschezza dell'alba all'umidità della notte.
E una colonna sonora fatta di parole: i versi di Gabriele D'Annunzio per la mattina, la malinconia di Giacomo Leopardi per l'imbrunire.
Didascalia della foto sotto:
Michetti Francesco Paolo, L'intruso, 1878, olio su tela, 48x68,5 cm (con cornice 74x95 cm), Collezione privata Napoli
Non per scuola, non per stile, non per nazione. Per ora del giorno.
Le sale non seguono le correnti dell'arte, seguono le ventiquattro ore: dodici sezioni da due ore, sei di luce e sei di buio, dall'alba fino alla notte.
L'idea di partenza è semplice. Nell'Ottocento il tempo smette di essere lo sfondo e diventa il soggetto.
È il secolo in cui i pittori lasciano la storia solenne e la mitologia, escono all'aperto e si mettono a guardare la vita di ogni giorno: la luce di una certa ora, una colazione, il rientro dai campi, la città che comincia a correre.
Si comincia dal risveglio, con la natura ancora sospesa e le prime luci di casa nei dipinti di Antonio Fontanesi, Luigi Bertelli e Augusto Majani.
Poi la colazione borghese di Antonio Mancini e Alessandro Scorzoni. Fuori la mattina esplode: le lavandaie e i contadini di Francesco Paolo Michetti e Giuseppe Pellizza da Volpedo, un mondo ancora legato alla terra, mentre la città moderna corre già per conto suo nella Londra fumosa di Giovanni Boldini.
A mezzogiorno il tempo si ferma nella luce accecante della baia di Douarnenez di Renoir.
Vengono il pomeriggio e i giochi dei bambini di Gaetano Chierici, poi il tramonto dorato di Nino Costa e Mario de Maria.
La sera la chiudono le Ninfee notturne di Monet.
Infine la notte, con le visioni lunari di Grimshaw e le denunce sociali di Natale Attanasio, prima che tutto scivoli nel sogno e nella memoria.
Ai dipinti si affiancano profumi storici e suoni d'ambiente, pensati per cambiare di sala in sala con lo scorrere delle ore, dalla freschezza dell'alba all'umidità della notte.
E una colonna sonora fatta di parole: i versi di Gabriele D'Annunzio per la mattina, la malinconia di Giacomo Leopardi per l'imbrunire.
Didascalia della foto sotto:
Michetti Francesco Paolo, L'intruso, 1878, olio su tela, 48x68,5 cm (con cornice 74x95 cm), Collezione privata Napoli
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Palazzo Pallavicini, via San Felice 24
Telefono: 351/6560343
Orari di apertura: 10-19,30. Lunedì chiuso
Costo: 16 euro; ridotto 14 euro
Dove acquistare: www.vertigosyndrome.it
Sito web: www.vertigosyndrome.it
Organizzatore: Vertigo Syndrome































