Mostra Un Atlante di Arte Nuova. Emilio Villa e l’Appia Antica - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 26/06/2021 Aggiornato il 26/06/2021
Dal al
Roma (RM)
ATTENZIONE
Le mostre possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è preferibile verificare direttamente con gli organizzatori o sul sito, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lazio
Luogo: Complesso di Capo di Bove, via Appia Antica 222
Telefono: 06/7806686
Orari di apertura: 9-19. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro La Mia Appia Card, biglietto combinato con ingresso illimitato a tutti i siti del Parco Archeologico dell’Appia Antica, nominativo e valido 1 anno solare dalla data di acquisto
Dove acquistare: www.coopculture.it
Sito web: www.parcoarcheologicoappiaantica.it
Organizzatore: Electa
Note:
La mostra focalizza l'attenzione su quell'arco di tempo fra il 1957 e il 1960 in cui si dipana una storia poco nota ma straordinaria dell’arte del Novecento, che vede protagonista l’Appia Antica, narrata dalla voce di Emilio Villa, figura geniale e anomala.
L’esposizione ripercorre le vicende di quei pochi ma cruciali anni per autori destinati a dominare il panorama artistico italiano.

L’idea di una galleria in un cascinale al civico 20 dell’Appia Antica,
all’epoca proprietà di Liana Sisti che ne divenne la direttrice, fu suggerita da Enrico Cervelli, un giovane pittore che aveva fissato lì il suo atelier.
Nel novembre del 1957 agli studi d’artista si unì la galleria: una scelta
forse topograficamente eccentrica, ma dettata con ogni probabilità
dall’intuizione di rispondere alle esigenze della nuova abbiente borghesia romana che preferiva abitare quel paesaggio ameno, piuttosto che un centro storico ancora segnato dalla guerra.

L’indirizzo era condiviso dalla redazione di una nuova, sperimentale
rivista d’arte contemporanea, edita da Liana Sisti e Mario Ricci, diretta da Emilio Villa (1914-2003) e intitolata “Appia Antica. Atlante di arte nuova” che in quella sede durò per un solo rivoluzionario numero pubblicato nel luglio del 1959.
Continuò, con una seconda uscita “internazionale”, aperta all’arte americana, nel gennaio del 1960, i fascicoli 3 e 4 del 1961 non furono mai dati alle stampe e i materiali relativi sono perduti, sciolto ogni legame con la galleria che nel frattempo aveva cessato l’attività.

Il percorso espositivo, allestito da Massimo Curzi nel complesso di Capo di Bove, ha l’ambizione di ricostruire per la prima volta gli eventi espositivi del triennio 1957-1959 presso la galleria “Appia Antica” e di proporre per exempla l’opera di alcuni degli artisti italiani presenti nelle pagine della rivista concentrati nella riflessione sulla materia dell’opera d’arte e sul quadro che si fa oggetto.

Gli artisti in mostra tra opere d’arte, fotografie degli allestimenti storici e dei maestri, preziosi documenti ritrovati, testi critici:
Agostino Bonalumi - Alberto Burri - Bruno Caraceni - Enrico Castellani - Enrico Cervelli - Nino Franchina - Taku Iwasaki - Lorri
- Francesco Lo Savio - Renato Mambor - Edgardo Mannucci - Piero Manzoni - Fabio Mauri - Nuvolo - Mimmo Rotella - Mario Schifano - Toti Scialoja - Cesare Tacchi - Giulio Turcato – Giuseppe Uncini - Arturo Vermi.

La mostra è a cura di Nunzio Giustozzi.



Un Atlante di Arte Nuova. Emilio Villa e l’Appia Antica
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