Mostra Truly False, Exploring Factualness from Macao - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 19/11/2021 Aggiornato il 19/11/2021
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le notizie pubblicate sono verificate fino alla data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia e al peggioramento della situazione contingente, possono subire modifiche legate a nuove restrizioni richieste per legge, anche a livello locale e regionale.

Regione: Lombardia
Luogo: Casa Degli Artisti, corso Garibaldi, 89A - via Tommaso Cazzaniga
Telefono: Mail: info@casadegliartisti.org
Orari di apertura: 12,30-20. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero contingentato. Prenotazione consigliata
Dove acquistare: 0 - ingresso libero. Per info e prenotazioni: mail: info@casadegliartisti.com
Sito web: https://www.casadegliartisti.net/
Organizzatore: Casa degli Artisti
Note:
Casa degli Artisti ospita un progetto sperimentale in fieri che espone opere di artisti dalla Regione Amministrativa Speciale di Macao (Cina). È una ospitalità che si inserisce in un più ampio contesto di apertura a project space e a collaborazioni con artisti, curatori e studiosi del mondo orientale che la Casa ha avviato nell’autunno 2021 con l’ospitalità in residenza del progetto Flu水o e che intende proseguire e consolidare.

Ponte tra visioni eurocentriche e politica orientale, la città di Macao offre oggi un palcoscenico unico tra riflessioni postcoloniali e innovazioni tecnologiche, tra idee di collettivismo e individualismo, tra politiche di conservazione del patrimonio e dialoghi con la Cina continentale.

Il progetto intende approfondire il concetto di autenticità alla luce della proliferazione di fake news in tempi di pandemia dal punto di vista unico degli artisti di Macao. La diffusione del virus e la disinformazione che ne è seguita ci hanno travolti, confusi e a volte hanno persino scosso i nostri rapporti con le persone e messo a repentaglio la nostra fiducia nei nostri governi e nei nostri valori culturali. Cosa significa questo in un luogo con una storia complessa come quella di Macao?

In questo senso è rappresentativa la serie di Ben Ieong’s (楊文彬) Landscape a 72 dpi. Riallacciandosi al vecchio dibattito sulla natura indessicale della fotografia (specchio della realtà), i suoi lavori, qui esposti, interrogano l’utilità e la capacità di perseguire la verità e la fattualità. Questo perché in una società con uno sviluppo dinamico come la Cina, dove idee e valori stanno cambiando molto rapidamente, il concetto di verità sembra molto fluido e accidentale.

Il lavoro Gate di Ka Long Wong (黃家龍) parte dalla citazione di un detto dell’Asia Orientale ossia 'Le malattie entrano dalla bocca e le avversità escono dalla bocca.' Se controlliamo il nostro comportamento possiamo evitare i germi e al contempo ogni genere di problemi. Nell'attuale pandemia globale, le maschere sono una barriera e attuano quel controllo tanto auspicato dal proverbio menzionato da Ka Long. Esse impediscono ai germi di arrivare a noi, ma ci aiutano a comunicare o sono piuttosto una metafora della nostra (in)capacità di dialogo?

Il lavoro Wanted di John Leong (梁臻) pone la domanda "Chi è Leong Chon?". Riconoscimenti, striscioni e premi fittizi ci portano in un viaggio nel ridicolo, mentre riflettiamo sul valore dell'identità.
Chiedere informazioni sull'identità è ancora importante? Parte della lunga tradizione irriverente nell’arte, con i suoi trofei Leong Chon crea la prova dell'esistenza di un'identità, che è, tuttavia, chiaramente una falsa identità. Egli rivendica un pezzo di realtà e allo stesso tempo si prende gioco di esso. I nostri trofei dicono veramente chi siamo?

I lavori della serie Confusion of Confusions di Yoyo Wong (黃詠瑤) attraverso i miti delle origini esplorano la relazione tra il sé, i dispositivi digitali e il flusso di informazioni dell'era della comunicazione.
Il ‘black mirror’ è il mezzo che ci permette di essere nel mondo perfetto, il paradiso del virtuale, e allo stesso tempo separa e riflette il mondo reale, la terra. Lo schermo è il caos prima della creazione e lo spazio che separa terra e cielo.

La nuova serie Paradise (Paradiso) del 2021 di Eric Fok (霍凱盛), realizzata specificamente per questa esposizione, descrive un mondo in cui le moderne skyline sono circondate da edifici in stile coloniale portoghese e paesaggi antichi. Mondi fantastici dal gusto rinascimentale con figure fittizie e reali rendono l'Est e l'Ovest, il passato e il presente, inseparabili. Sebbene questa immagine paradisiaca di Macao sembri un apolitico "desiderio di fuga" (soggetto tradizionale nella poesia macanese), si tratta invece di una profonda riflessione sulla questione macanese riguardante il degrado ambientale e il senso di natura perduta, l’altra parte della medaglia del progresso e dell'industria del gioco d’azzardo.
Cosa succede quando la pandemia porta incertezza in un ambiente già in continua trasformazione? Cosa succede a questo grazioso mondo fiabesco?

Il progetto è a cura di Livia Dubon.





Truly False, Exploring Factualness from Macao
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