Mostra Trovate Ortensia - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 10/05/2021 Aggiornato il 10/05/2021
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: ICA MILANO | Istituto Contemporaneo per le Arti, via Orobia 26
Telefono: 375/5324806
Orari di apertura: 14-19 dal giovedì al venerdì; 15-19 sabato
Costo: Ingresso libero, contingentato su prenotazione obbligatoria da concordare via mail: rsvp@icamilano.it
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.icamilano.it
Organizzatore: Fondazione ICA Milano e Istituto Svizzero
Note:
Fondazione ICA Milano presenta la mostra collettiva delle artiste e degli artisti partecipanti all’edizione 2019-2020 di Roma Calling, il programma di residenza transdisciplinare dell’Istituto Svizzero di Roma.

In esposizione il lavoro di Johanna Bruckner, Pauline Julier, Nastasia Meyrat, Real Madrid, Urs August Steiner e Anaïs Wenger.

L’esposizione trae spunto da La Libellula (Panegirico della libertà, 1958), “poemetto politico, femminista oltre che poetico” di Amelia Rosselli (1930-1996), poetessa, organista e etnomusicista dalla formazione irregolare, cosmopolita e plurilingue, figura straordinaria che ha condotto una ricerca votata alla sperimentazione dei linguaggi spingendosi sino al loro dissolvimento.

Il testo de La Libellula è attraversato dalla figura spettrale e ambigua di Ortensia, ereditata dal poema in prosa di Rimbaud. In Rosselli, Ortensia oscilla tra una tensione verso l’esterno e un ritirarsi intimo e riparato.
Il vibrare tra queste dimensioni sono gli elementi che costituiscono la grammatica della mostra.

Urs August Steiner (1980, Zurigo; vive e lavora a Zurigo) e Nastasia Meyrat (1991, Losanna; vive e lavora a Ginevra) riflettono sulla vulnerabilità umana, interrogando il primo l'ibernazione dei corpi come strumento per trascendere il tempo e la seconda decostruendo il tentativo di addomesticare la natura e la sua violenza.

Il collettivo Real Madrid (duo di artisti fondato nel 2015 a Ginevra) mostra la progressiva decadenza e svuotamento della giovinezza e della sensualità, mentre Anaïs Wenger (1991, Ginevra; vive e lavora a Ginevra) esplora le nozioni di presenza, assenza e performatività.

Pauline Julier (1981, Ginevra; vive e lavora a Ginevra) propone un video che ricostruisce il periodo del lockdown a partire dal poemetto di Rosselli e Johanna Bruckner (1984, Vienna; vive e lavora a Losanna) affronta la dimensione pandemica illustrando il conflitto tra affermazione e resistenza, tra il diventare macchina e l'esistenza post-umana.

L’esposizione, concepita e curata dal collettivo curatoriale Il Colorificio (Michele Bertolino, Bernardo Follini, Giulia Gregnanin, Sebastiano Pala) è realizzata in collaborazione con Istituto Svizzero e Fondazione ICA Milano.
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