Mostra TRE.E, opere di Marco Paoli - Firenze

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 28/04/2022 Aggiornato il 28/04/2022
Dal al
Firenze (FI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Toscana
Luogo: CARTAVETRA, via Maggio 64 r
Telefono: 340/0792997
Orari di apertura: 15,30-19 da mercoledì a sabato o su appuntamento chiamando il numero 340/0792997
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.caratvetra.org
Organizzatore: Galleria Cartavetra
Note:
La galleria Cartavetra presenta TRE.E, un progetto inedito di Marco Paoli (Tavarnelle Val di Pesa, Toscana, 1959) nato durante il periodo del lockdown con la collaborazione di Brunella Baldi di Cartavetra.

Paoli ha sempre lavorato con la fotografia, viaggiando per il mondo, raccontando terre lontane e luoghi vicini: dalle foreste dell’Amazzonia, con le sue tribù indigene, all’Etiopia, che ha esplorato per cinque anni, dagli orizzonti dei mari del Mediterraneo alla Toscana, sua regione d’origine, ritratta in una delle sue ultime pubblicazioni, Hallelujah Toscana, in una veste misconosciuta, a volte dolorosa e misteriosa.

Narrazioni fatte in bianco e nero dove la natura gioca un ruolo preponderante. E la natura continua ad essere al centro anche di questo nuovo lavoro. Negli ultimi due anni, impossibilitato a viaggiare, costretto all’isolamento nel suo studio sulle colline sopra Firenze, Marco Paoli ha elaborato una vera e propria ossessione per gli alberi, di cui ha sempre subito la fascinazione e la magia, immortalati in molti dei suoi scatti, durante il suo peregrinare per il mondo, nel corso del tempo.

In TRE.E, la fotografia è solo uno strumento.
Paoli torna a una pratica più pittorica, che ricorda lavori meno recenti; torna al colore, al rosso soprattutto; studia i materiali, sperimenta l’utilizzo di carte particolari, che tratta in modo minuzioso, da certosino, per renderle sottili, impalpabili e che sovrappone, cercando sempre però la trasparenza; usa colle antiche, vegetali, torna a materiali adoperati in passato come le cere che applica per esaltare la superficie.
Una pratica che, nel periodo della pandemia, ha scandito il quotidiano dell’artista, accompagnata dalla musica psichedelica degli anni Settanta.

In mostra ci saranno una ventina di opere di vario formato, con un’unica costante: rami che si intrecciano, si annodano e creano un bosco fitto in cui la luce fa fatica a filtrare.
Ogni tela, perchè di tele si tratta, è potente e fragile allo stesso tempo. È fatta di dettagli preziosi che trovano una correlazione con i temi della pittura tradizionale giapponese o con la cultura dei batik.
C’è un ché di mistico nella ripetizione dello stesso soggetto, una sorta di mantra, di meditazione per riconciliare lo spirito, almeno nell’intenzione di Marco Paoli, con la realtà distorta e malata che tutti abbiamo vissuto in questi ultimi anni.

La mostra è a cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola.

Dida: Firenze-©-Marco Paoli, TRE.E-2
TRE.E, opere di Marco Paoli
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