Mostra TOGETHER. Interact – Interplay – Interfere - Merano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 12/06/2022 Aggiornato il 12/06/2022
Dal al
Merano (BZ)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Trentino Alto Adige
Luogo: Kunst Meran Merano Arte, via Portici 163
Telefono: 0473/212643
Orari di apertura: 10-18; domenica e festivi 11-18. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.kunstmeranoarte.org
Organizzatore: Kunst Meran Merano Arte
Note:
Merano Arte pone al centro della propria programmazione il tema della comunità in un momento storico nel quale essa è contestata da molteplici punti di vista.
Dopo che la pandemia aveva già messo a dura prova la vita sociale, forzandoci a reinventare nuove forme di convivenza, la violenza del recente conflitto bellico ci ha costretto a confrontarci con il lato più orribile e distruttivo del vivere insieme.

In questo senso ci chiediamo quale sia il significato della comunità nella società contemporanea. Quali tipi di comunità esistono? Quali possibilità si aprono e quali pericoli si corrono quando il potere d’azione individuale si unisce a quello di molti, formando una collettività?

La mostra collettiva approfondisce le differenti forme di comunità attraverso le opere di:
Adrian Piper, Anna Maria Maiolino, Ari Benjamin Meyers, Bart Heynen, Brave New Alps and Magari, Christian Niccoli, Daniel Spoerri, Francis Alÿs, Franz Erhard Walther, Hannes Egger, Isabell Kamp, Jivan Frenster, Karin Schmuck, Marina Abramović and Ulay, melanie bonajo, Norma Jeane, Officinadïdue, Rirkrit Tiravanija, SPIT!, Tania Bruguera e Yoko Ono.

La mostra guarda al concetto di comunità da differenti prospettive e presenta un ampio programma con diverse azioni collettive. Il pubblico è ripetutamente invitato a lasciare la sua “comfort zone” per assumere un ruolo attivo e prendere parte a esperienze nuove e insolite. Il perno della mostra è infatti nello scambio, nel gioco che richiede sempre una controparte, nel confronto critico su temi importanti del nostro tempo come i flussi migratori (Bruguera) o il riscaldamento globale (OfficinaDïDue / Brave New Alps e Magari).

La mostra è articolata in tre sezioni:
INTERACT riunisce azioni collettive e progetti partecipati realizzati in loco.

È il caso, ad esempio, di Orto volante, un orto collettivo realizzato sulla terrazza di Merano Arte dalle associazioni Brave New Alps (Rovereto) e Magari (Merano) in collaborazione con altre realtà del territorio e con tutti i soggetti interessati ad aderire.
L’orto è concepito come uno spazio per coltivare idee, amicizie e piante, uno spazio in cui i visitatori e le visitatrici di diverse generazioni entrano in contatto per creare insieme una nuova realtà.

Le persone sono invitate a un discorso critico sulla natura, sulla maniera in cui trattiamo l’ambiente e il futuro del nostro pianeta. Immaginato in modo partecipato durante la primavera, nel periodo della mostra sarà luogo di laboratori e momenti conviviali, per poi migrare nell’autunno nelle sedi delle diverse associazioni coinvolte.

Anche Wish Tree (1961-2021) di Yoko Ono (Tokyo, 1933) è un’opera che si sviluppa e ha senso di esistere a partire dal rapporto diretto con il pubblico partecipante. L’artista invita i visitatori e le visitatrici a lasciare una traccia dei propri desideri, munendosi di matita a riportandoli su biglietti che saranno poi appesi a un albero di ulivo.
Si tratta di un progetto che l’artista porta avanti da decenni e a cui hanno partecipato più di un milione di persone. Tutti i desideri vengono poi restituiti all’artista e raccolti nell’installazione a Reykjavík IMAGINE PEACE TOWER, dedicata alla memoria di John Lennon.

INTERPLAY riguarda le opere in cui i visitatori e le visitatrici possono interagire tra loro in modo ludico.

Con Unitled (Tomorrow is the question) (2015) Rirkrit Tiravanija (Buenos Aires, 1961) invita il pubblico a sfidarsi in una gara di ping pong e a diventare parte attiva nel progetto artistico, ma, al contempo, a interrogarsi sul domani che ci attende, in termini politici, ecologici e sociali. L’artista mette in discussione i confini tra pratiche artistiche e non artistiche e sposta l’attenzione dall’oggetto in senso tradizionale ai meccanismi di confronto e socialità.

Norma Jeane (un*artista senza corpo, senza genere, senza una biografia) propone invece con #OneLove (2022) una nuova versione del lavoro esposto alla Biennale del 2011. Inizialmente sarà proposta una sala vuota, eccetto che per un grande cubo di plastilina colorata. Il pubblico potrà letteralmente appropriarsi dell’opera, usarla per scrivere o disegnare sulle pareti e sul pavimento, determinandone una continua trasformazione nel corso della mostra.

INTERFERE rimanda all’arte che fa appello all'impegno politico e sociale, all'empatia e al senso di responsabilità dei visitatori e delle visitatrici.

Qui sono esposti artisti che hanno interrogato e denunciato sistemi di potere, talvolta anche a scapito delle proprie libertà personali, coniugando attivismo e ricerca artistica. È il caso, ad esempio, di Tanja Bruguera (Havana, 1968), che ha subito diverse incarcerazioni. Il lavoro dell’artista e attivista ci ricorda che “il misero trattamento riservato ai migranti oggi sarà il nostro disonore di domani”.

Reenactment – Eat Art Banquet di Daniel Spoerri

Infine, durante la mostra, rinascerà un progetto che ha svolto un ruolo molto importante per la scena culturale e artistica del territorio: il reenactment dell’azione che Daniel Spoerri (Galati, 1930) aveva realizzato a Castel Fontana, in Tirolo, nel 1985, su invito del collezionista Francesco Conz.

In questa occasione era stata presentata la raccolta realizzata in collaborazione con Fritz Schwegler Zehn Suppenrezepte (1984) ed erano state cucinate le zuppe per tutta la notte, accompagnate dai canti del performer Giuseppe Desiato. Oltre a ricreare questo evento, invitando i visitatori e le visitatrici a partecipare, saranno proposte una documentazione fotografica di Fabrizio Garghetti e testimonianze orali di persone che avevano preso parte all’iniziativa.

La mostra è curata da Judith Waldmann. Assistente alla curatela Anna Zinelli.

Dida: Anna Maria Maiolino, Por um fio fotopoemacao series, 1976. Courtesy the artist and Videoinsight Collection Torino.

TOGETHER. Interact – Interplay – Interfere
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