Mostra The soft parade - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 04/04/2022 Aggiornato il 04/04/2022
Dal al
Bologna (BO)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Emilia Romagna
Luogo: Fondazione Rusconi – Arte negli Spazi Temporanei, via Giuseppe Petroni 22/A
Telefono: 051/238439
Orari di apertura: 16-19 da lunedì a venerdì; 15-19 sabato. Domenica chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.fondazionerusconi.com
Organizzatore: Fondazione Rusconi
Note:
Per il ciclo “Arte negli Spazi Temporanei” inaugura una mostra collettiva che presenta le opere di alcune delle più significative figure del panorama dell’arte contemporanea nazionale in dialogo con artisti più giovani.

Il titolo, "The soft parade", allude all’omonimo album dei Doors uscito nel 1968, in cui la frase dello stesso Jim Morrison descriveva in modo poetico la variopinta umanità che popolava Sunset Boulevard in quel periodo, dove distinte e connotate individualità si ritrovavano nello stesso ambiente per fondersi con libertà e audacia in un’insolita, gentile coralità.

La mostra intende provare a riformare un’atmosfera di confronto, di superamento di rigide categorie interpretative della realtà. Un’esperienza forse necessaria in un periodo storico connotato da una visione fortemente polarizzata e unidirezionale della società.

L’allestimento sottolinea il carattere frammentario, ritmico ed eterogeneo, dell’esposizione, dove le singole opere sono concepite come “frasi musicali” che si sommano ad altre in continue ed infinite combinazioni, dando vita a possibilità linguistiche inaspettate.

Questo (super) linguaggio potrebbe risultare forse dissonante, poco convenzionale, così come del resto lo fu l’avvento di Dioniso: il dio venuto dall’India per compenetrare la fredda razionalità funzionale del nomos con l’estasi e l’ebrezza, innescando un processo nell’occidente da una parte traumatico e dall’altro fortemente rivitalizzante. Il suo è un atto d’amore, un tentativo di riequilibrare la tendenza dell’uomo a cristallizzare eccessivamente il precario e l’incertezza che connota il vivente.

Le opere esposte sono degli artisti:
Sergia Avveduti, Kengiro Azuma, Valentina D’Accardi, Flavio Favelli, Eva Fischer, Niccolò Morgan Gandolfi, Marina Gasparini, Ester Grossi, Corrado Levi, Yari Miele, Sabrina Muzi, Luigi Ontani, Chiara Pergola, Andrea Renzini, Martina Roberts, Antonio Violetta.

La mostra è a cura di Marcello Tedesco.

AVVERTENZA: la Redazione non assume alcuna responsabilità, e pertanto non potrà essere ritenuta responsabile, per eventuali errori di indicazione delle date dei vari eventi che sono da considerare puramente indicative. Invitiamo i lettori a verificare l’esattezza delle date e degli orari di svolgimento delle varie manifestazioni, contattando preventivamente gli organizzatori ai numeri di telefono corrispondenti o visitando il sito web corrispondente.
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com