Mostra The MAST Collection. Un alfabeto visivo dell’industria, del lavoro e della tecnologia - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 14/02/2022 Aggiornato il 30/03/2022
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Bologna (BO)
ATTENZIONE
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Regione: Emilia Romagna
Luogo: FONDAZIONE MAST, via Speranza 42
Telefono: 051/6104846
Orari di apertura: 10-19. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.mast.org
Organizzatore: Fondazione MAST
Note:
È la prima grande esposizione di opere della Collezione della Fondazione: oltre 500 immagini tra fotografie, album, video di 200 grandi fotografi italiani e internazionali e artisti anonimi.

La Collezione della Fondazione MAST, unico centro di riferimento al mondo di fotografia dell'industria e del lavoro, conta più di 6000 immagini e video di celebri artisti e maestri dell’obiettivo, oltre ad una vasta selezione di album fotografici di autori sconosciuti.

Nei primi anni 2000 la Fondazione MAST ha creato questo spazio appositamente dedicato alla fotografia dell'industria e del lavoro con l'acquisizione di immagini da case d'asta, collezioni private, gallerie d'arte, fotografi e artisti.
Il patrimonio della Fondazione, che già conteneva un fondo che raccoglieva filmati, negativi su vetro e su pellicola, fotografie, album, cataloghi che negli stabilimenti di Coesia venivano prodotti fin dai primi del '900, si è così arricchito ed è andato al di là dei parametri di materiale promozionale e documentaristico delle imprese del Gruppo industriale.

Tra gli artisti in mostra:
Paola Agosti, Richard Avedon, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Margaret Bourke-White, Henri Cartier-Bresson, Thomas Demand, Robert Doisneau, Walker Evans, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, André Kertesz, Josef Koudelka, Dorotohea Lange, Erich Lessing, Herbert List, David Lynch, Don McCullin, Nino Migliori, Tina Modotti, Ugo Mulas, Vik Muniz, Walter Niedermayr, Helga Paris, Thomas Ruff, Sebastiao Salgado, August Sanders, W. Eugene Smith, Edward Steichen, Thomas Struth, Carlo Valsecchi, Edward Weston.

La mostra, proprio per la sua complessità, è strutturata in 53 capitoli dedicata a altrettanti concetti illustrati nelle opere rappresentate. La forma espositiva è quella di un alfabeto che si snoda sulle pareti dei tre spazi espositivi (PhotoGallery, Foyer e Livello O) e che permette di mettere in rilievo un sistema concettuale che dalla A di Abandoned e Architecture arriva fino alla W di Waste, Water, Wealth.

La mostra documenta inoltre il progresso tecnologico e lo sforzo analogico sia del settore industriale sia della fotografia, rappresentato oggi dai dispositivi digitali ultra leggeri, in perenne connessione, capaci di documentare, stampare e condividere il mondo in immagini digitali e stampe 3D.

Dall'industria, dalla fotografia e dalla modernità si passa all'alta tecnologia, alle reti generative delle immagini e alla post-post­ modernità, ovvero a una sorta di contemporaneità 4.0. Dalla semplice copia della realtà alle immagini generate dall'intelligenza artificiale.

La mostra, curata da Urs Stahel, condensa gli ultimi 200 anni di storia ricchi, folli, intensi, esplosivi in più di 500 opere che raccontano della nostra quotidianità.

Dida: HANS PETER KLAUSER,
Bagnanti felici sulla Sihl, 1936
© Hans Peter Klauser / Fotostiftung Schweiz



The MAST Collection. Un alfabeto visivo dell’industria, del lavoro e della tecnologia
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