Mostra The Families of Man - Aosta

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 12/04/2021 Aggiornato il 21/04/2021
Dal al
Aosta (AO)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid e con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ). Verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Valle d'Aosta
Luogo: Museo Archeologico Regionale, piazza Roncas 12
Telefono: 0165/275902
Orari di apertura: 10-17. Lunedì chiuso
Costo: 7 euro; ridotto 5 euro
Dove acquistare: Biglietti on line sulla piattaforma MiDA ticket http://biglietteriecastelli.invallee.it/MidaTicketAOSTA/AOL/AOL_Default.aspx
Sito web: www.regione.vda.it/cultura/mostre_musei/musei/mar_aosta
Organizzatore: Casa editrice Electa
Note:
Il Museo Archeologico Regionale di Aosta ospita una mostra fotografica che riflette e racconta i grandi temi dell'uomo e della società degli ultimi decenni.

Circa 50 fotografi italiani tra i quali Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Jacopo Benassi, Gianni Berengo Gardin, Paola De Pietri, Mario Dondero, Andrea Galvani, Francesco Jodice, Armin Linke, Adrian Paci, Antonio Rovaldi, Ferdinando Scianna, Oliviero Toscani, Toni Thorimbert, Franco Vaccari, Paolo Ventura, Massimo Vitali, compongono, attraverso un centinaio di opere, un grande affresco sulla contemporaneità storica, sociale, economica, ambientale degli ultimi trent’anni: a partire dalla caduta del muro di Berlino, fino agli eventi legati al fenomeno ancora in corso della pandemia, che ha iscritto il 2020 tra le date storiche dell’umanità.

L’indagine da cui muove l’esposizione ha dato vita nel corso degli anni a numerose letture: archetipo di tutte è la mostra fotografica The Family of Man ideata da Edward Steichen (1955, New York, MoMA) a cui il titolo del progetto di Aosta rimanda.

Presentata in piena guerra fredda e dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, The Family of Man fece il punto su di un’epoca di cambiamento e venne pensata per celebrare la dignità umana.
Alla mostra 'storica' americana, rendono omaggio anche il progetto di allestimento e di grafica ideati per Aosta, rispettivamente a cura di Massimo Curzi e Leonardo Sonnoli.

L’esposizione al Museo Archeologico Regionale di Aosta, guardando a quel modello leggendario in un contesto storico e culturale radicalmente diverso, organizza la narrazione intorno a due assi portanti: cronologico (1989-2000; 2001-2019; 2020)
e tematico (la fine della modernità; il mondo connesso; la pandemia), per dare vita a un racconto per immagini dei più significativi sviluppi della società tra fine Novecento e primi decenni del Duemila, a partire dal cambiamento dell'immagine dell'uomo e di ciò che lo circonda.

La mostra è curata da Elio Grazioli e Walter Guadagnini.

The Families of Man
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