Mostra Tessere d’Arte – Intrecci tra materia e creazione - Forlì

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 09/04/2026 Aggiornato il 09/04/2026
AVVERTENZA: la Redazione non assume alcuna responsabilità, e pertanto non potrà essere ritenuta responsabile, per eventuali errori di indicazione delle date dei vari eventi che sono da considerare puramente indicative. Invitiamo i lettori a verificare l’esattezza delle date e degli orari di svolgimento delle varie manifestazioni, contattando preventivamente gli organizzatori ai numeri di telefono corrispondenti o visitando il sito web corrispondente.
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
-
Forlì (Forli'-Cesena)
La Fondazione Dino Zoli presenta un’esposizione dedicata alla Fiber Art, ambito in cui il tessile si afferma come linguaggio espressivo.

Il progetto nasce dall’esperienza di Dino Zoli Textile, realtà attiva dal 1972 e protagonista del Made in Italy nel mondo, che negli ultimi nove anni ha sviluppato un articolato percorso di collaborazione con artisti e creativi.
Dal 2017 a oggi, materiali, tecnologie e competenze produttive dell’azienda sono diventati strumenti di sperimentazione, attivando un dialogo continuo tra progettazione tessile e ricerca artistica.

La mostra restituisce ciò che ha caratterizzato in questi anni il lavoro aziendale nel connubio arte e impresa attraverso tre ambiti principali:

° Le residenze artistiche che rappresentano il cuore del confronto tra pratica industriale e linguaggi contemporanei.
Gli artisti che sono stati invitati a lavorare a stretto contatto con i materiali, i processi produttivi e le persone dell’azienda, hanno trasformato il tessuto in dispositivo narrativo e relazionale.
La residenza di Elena Bellantoni nel 2022 ha coinvolto i dipendenti in workshop partecipativi e nella realizzazione di costumi in lino e velluto prodotti da Dino Zoli Textile, confluiti nell’opera video Se ci fosse luce sarebbe bellissimo.

° Le mostre collettive che si sono susseguite negli anni, come il progetto Utopiche seduzioni. Dai nuovi materiali alla Recycled Art. Da Piero Manzoni alle nuove generazioni del 2023-24 con l’installazione immersiva Plot di Francesca Pasquali, che testimonia come le referenze tessili, incluse quelle derivanti da materiali di scarto, possano diventare terreno di sperimentazione artistica e installativa.
Oppure la mostra È QUI, realizzata con gli studenti del Corso di Decorazione per l’architettura dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che hanno progettato pattern tessili poi sviluppati e stampati da Dino Zoli Textile per una serie di sedute.
La frase È QUI, stampata su una delle sedute realizzate con strutture di recupero, è diventata il simbolo della relazione tra le diverse esperienze coinvolte.

° I progetti speciali come Fragile Sublime di Silvia Camporesi, 12 fotografie realizzate per ricordare l’alluvione in Romagna del 2023, che raccontavano il Parco urbano “Franco Agosto”. Scattate tutte nello stesso giorno, le immagini raccontavano un luogo straniante e onirico, di struggente silenzio e inaspettata quiete, in cui l’aspetto drammatico si stemperava nella poesia della visione.
Le fotografie sono state stampate su tessuto per conferire un aspetto materico all’immagine.
Il bianco cangiante del tessuto Dino Zoli Textile, selezionato dall’artista insieme al team tecnico dell’azienda, aveva valorizzato al meglio l’aspetto liquido e i cromatismi – verde e marrone – che si ripetevano in tutte le immagini.

Accanto alla dimensione artistica, la mostra racconta anche l’impegno di Dino Zoli Textile nel riuso dei materiali non utilizzati e nelle attività sociali, a supporto delle varie comunità, scuole e realtà del territorio.

La mostra mette così in luce un modello virtuoso in cui la manualità, il sapere tessile, l’innovazione tecnologica, la ricerca concettuale e la collaborazione con gli artisti si fondono.

Attraverso fibre, tessiture e materiali non convenzionali, gli artisti offrono nuove letture del rapporto tra arte e design, sottolineando il valore contemporaneo di un sapere antico reinterpretato con strumenti attuali.

La mostra è a cura di Nadia Stefanel.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Fondazione Dino Zoli, viale Bologna 288
Telefono: 0543/755770
Orari di apertura: 9,30-12,30; 16,30-19,30 venerdì, sabato e domenica
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: Ingresso libero
Sito web: www.fondazionedinozoli.com
Organizzatore: Fondazione Dino Zoli