Mostra Sulle sponde del Tigri. Suggestioni dalle collezioni archeologiche del MAO: Seleucia e Coche - Torino

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 27/09/2019 Aggiornato il 27/09/2019
Dal al
Torino (TO)
Regione: Piemonte
Luogo: MAO Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11
Telefono: 011/4436932
Orari di apertura: 10-18; sabato e domenica 11-19. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Note:
Nel corso dei secoli, nella Mesopotamia centrale, furono fondate capitali d’importanza e dimensioni ineguagliate. La prima capitale fondata alla fine del IV secolo a.C., fu Seleucia al Tigri, metropoli estesa quanto Torino nel Settecento, alla quale seguì, sull’altra sponda del fiume, la mitica Ctesifonte, poi integrata nel III secolo d.C. con la città rotonda di Coche (o Veh Ardashir).

Questi due poli d’attrazione sulle sponde opposte del Tigri rivaleggiarono e prosperarono per secoli, alternandosi nel reggere le sorti di imperi che furono la controparte di Roma.

A partire dal 1964, gli scavi svolti dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia nei siti di Seleucia e Coche, portarono alla luce strutture abitative e manufatti di varia natura, quali sigillature in argilla di documenti, monete, vetri e manufatti fittili.

La mostra presenta una selezione di ceramiche, terrecotte, vetri e oggetti d’uso comune rinvenuti nelle due città, Seleucia e Coche, mettendo in dialogo la produzione di età ellenistico-partica, proveniente dal sito di Seleucia, con quella sasanide di Coche.

Non esistono in Europa collezioni di reperti archeologici provenienti da Seleucia e Coche, ad eccezione di quella conservata oggi al MAO: nel mondo, solo il Kelsey Museum di Ann Arbor (Michigan) e l’Iraq Museum di Baghdad vantano collezioni analoghe.

Questa esposizione, immaginata nell’ambito del progetto Collezioni (in)visibili, del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino finanziato dalla Fondazione CRT, è una delle rare occasioni offerte al grande pubblico di confrontarsi con la storia di quelle grandi e poco conosciute città, e dei Torinesi che le hanno riscoperte.
La mostra è curata da Vito Messina, Alessandra Cellerino, Enrico Foietta con la collaborazione di Claudia Ramasso.

Durante il periodo di apertura dell’esposizione sono previste conferenze e attività dedicate a scuole e famiglie mirate ad avvicinare bambini e ragazzi al lavoro dell’archeologo e alla lavorazione dell’argilla.
Info su www.maotorino.it
Sulle sponde del Tigri. Suggestioni dalle collezioni archeologiche del MAO: Seleucia e Coche
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