Mostra Storie di Moda. Campari e lo stile - Sesto S. Giovanni

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 26/09/2018 Aggiornato il 05/12/2018

Il nuovo progetto espositivo è dedicato all'esplorazione di una delle anime che compongono l’universo Campari: la profonda relazione tra il marchio e il mondo della moda, intesa come espressione di arte e costume. 

Dal al
Sesto S. Giovanni (MI)
Regione: Lombardia
Luogo: Galleria Campari, HQs Campari Group, viale Gramsci 161
Telefono: 02/62251
Orari di apertura: 10-17 dal martedì al venerdì e ogni secondo sabato del mese
Costo: 0 - Ingresso libero, visite guidate e su prenotazione
Note:
Dalla mostra emerge la capacità del marchio di raccontarsi e di raccontare la propria contemporaneità in oltre 150 anni di storia con un approccio sofisticato, coerente nei decenni e insieme al passo coi tempi. Il potere evocativo e suggestivo dell’immagine è del resto sempre stato il principale mezzo di comunicazione di Campari. Una scelta che, attraverso le grafiche, la cartellonistica, gli spot, il rapporto con il mondo dell’arte e del cinema, ha reso il marchio unico e speciale. Davide Campari ha avuto il merito di essere tra i primi industriali italiani a comprendere le potenzialità della pubblicità, avviando una filosofia basata su importanti sinergie con i più grandi artisti e designer del suo tempo. La curatrice Renata Molho struttura un percorso in cui i concetti di “stile” e “stili”, di cui la comunicazione Campari si è fatta testimone, vengono raccontati attraverso bozzetti pubblicitari, fotografie, grafiche, abiti, riviste e accessori. Divisa in quattro sezioni tematiche, Elegance, Shape and Soul, Futurismi, Lettering, la mostra accosta alle opere provenienti dall'archivio Galleria Campari i prestiti giunti da case di moda, musei e fondazioni. Tra rimandi estetici e di significato, accostamenti formali e cromatici, la mostra propone, tra le altre, opere originali pensate e realizzate per Campari da Fortunato Depero, Bruno Munari, Marcello Dudovich, Franz Marangolo, accostate e integrate alle creazioni e ai bozzetti dalla Fondazione Gianfranco Ferré e agli abiti scultura dalla Fondazione Roberto Capucci. L’allestimento presenta manifesti della Belle Epoque, bozzetti e abiti di Giorgio Armani, lavori pubblicitari Campari in pieno stile Sixties, un abito e accessori della linea “Balmoda” di Laura Biagiotti,  omaggio al maestro futurista Giacomo Balla; e ancora, la moda di Raffaella Curiel, che nel 1986 è stata ispirata ai disegni di Fortunato Depero per Campari e infine capi vintage di grandi stilisti in prestito da A.N.G.E.L.O. Vintage Archive. La mostra rimarca anche lo storico legame tra Campari e il mondo del cinema, raccontato attraverso molti dei progetti esposti.
Storie di Moda. Campari e lo stile
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