Mostra Steve McCurry. Icons - Conegliano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 02/11/2020 Aggiornato il 27/09/2021
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Conegliano (TV)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Veneto
Luogo: Palazzo Sarcinelli, via XX Settembre 132
Telefono: 351/8099706
Orari di apertura: 10-13; 15-18; sabato, domenica e festivi 10-19. Lunedì e martedì chiuso
Costo: 12 euro; ridotto 10 euro
Dove acquistare: www.artika.it
Sito web: www.artika.it
Organizzatore: ARTIKA in collaborazione con Sudest57 e Città di Conegliano
Note:
La mostra dedicata a Steve McCurry riunisce un centinaio di sue Icons, opere che hanno fatto della fotografia costume, oltre che testimonianza dei tempi, frutto di una precisa visione dell’artista.

La fotografia più celebre di Steve McCurry rappresenta l’immortale immagine della ragazza afgana. L’istantanea è stata scattata in Pakistan, vicino Peshawar, precisamente dentro un campo profughi. Pubblicata nel giugno del 1985, la ragazza afghana è stata il volto di molte campagne di solidarietà, promosse, ad esempio, da Amnesty International.

La fotografia che Steve McCurry scattò alla giovane ragazza, molti anni prima di conoscere il suo nome, è diventata simbolo della tragedia dell’Afghanistan e della dignità con cui il suo popolo ha affrontato la guerra e l’esilio.

Un’immagine catturata in uno dei luoghi più inospitali della terra, uno spazio per i rifugiati. Rappresentando questo luogo di dolore, McCurry ha inteso sensibilizzare i lettori nei confronti delle atrocità che vi si commettono e delle condizioni precarie in cui versa una parte dell’umanità.

La ragazza, di nome Sharbat Gula, rimase sconosciuta per oltre 15 anni dalla pubblicazione dello scatto sulla rivista, finché il fotografo non riuscì a ritrovarla.

Dopo un lungo e pericoloso viaggio, McCurry tornò nel paese ancora in guerra e rivide la ragazza con la stessa carica emotiva con cui l’aveva lasciata.
Nonostante l’aspetto di Sharbat fosse completamente mutato, anche a causa delle dure prove che la vita in guerra le aveva riservato, i suoi occhi continuavano a trasmettere tutta la forza interiore del soggetto.
Steve McCurry fu molto riconoscente alla donna che gli aveva donato fama internazionale. Egli infatti contribuì ad aiutarla in molti modi, ad esempio fornendo a lei e al marito i mezzi per effettuare il pellegrinaggio alla Mecca, che era il sogno più importante della loro vita.

La mostra è a cura di Biba Giacchetti.
Steve McCurry. Icons
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