Mostra Stefano Di Stasio. Un attimo di eternità - Torino

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 21/09/2021 Aggiornato il 21/09/2021
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Torino (TO)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Piemonte
Luogo: MEF – MuseoEttore Fico, via Francesco Cigna 114
Telefono: 011/852510
Orari di apertura: 14-19 venerdì; 11-19 sabato e domenica
Costo: 15 euro; ridotto 14 euro
Dove acquistare: www.museofico.it/info/
Sito web: www.museofico.it
Organizzatore: MEF – MuseoEttore Fico
Note:
Tutta l’opera di Stefano Di Stasio (Napoli, 1948) appare nella sua evidenza pittorica come un decalogo di elementi traducibili e comprensibili.

"Tutta la sua opera è informativa, dettagliata nei particolari, evidente nella rappresentazione.
Eppure, trovandosi di fronte a questa evoluzione stilistica sempre coerente, si ha la tentazione di porsi nei suoi confronti come un archeologo di fronte ai geroglifici e, non avendo una stele di Rosetta a disposizione per la loro decifrazione, ci si illude di poter interpretare questi mondi, popolati di belle immagini, e dare loro un significato compiuto.

Ora, si dovrebbe trovare una chiave interpretativa dell’intero corpus di opere che, da oltre quarant’anni, viene esposta nelle gallerie e nei musei. Spaventa evidentemente l’analisi di ogni singola opera perché le simbologie contenute e le citazioni, più o meno evidenti, sono troppe per poterne dare una lettura coerente
e, più ci si introduce nella loro interpretazione, più ci si ritrova al punto di partenza.
Si dovrebbe almeno tentare una lettura a più livelli: formale, simbolica, storica ed estetica.

Di Stasio attinge a piene mani dalla storia dell’arte, soprattutto quella italiana, fonte inesauribile e autogerminante ove il passato, il presente e il futuro sono sostantivi dal significato incomprensibile. Tutto è “adesso” e il prima e il dopo siamo noi, il “durante” è un’opera fermamente statica nella sua ieratictità atemporale e la sua percezione è un attimo di eternità."

Dal testo di Andrea Busto, curatore della mostra.
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