Mostra Shūsaku Arakawa. Il colore della mente - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 13/03/2022 Aggiornato il 13/03/2022
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Lombardia
Luogo: Galleria Milano, via Manin 13, via Turati 14
Telefono: 02/29000352
Orari di apertura: 10-13,30; 15-19. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.galleriamilano.com
Organizzatore: Galleria Milano
Note:
La Galleria Milano ospita una mostra di Shūsaku Arakawa (Nagoya,1936 - Manhattan, 2010) artista e architetto giapponese, figura imprescindibile del concettuale internazionale, la cui ricerca è volta ai meccanismi mentali e alla decodifica del mondo attraverso categorie filosofiche.

L’esposizione si inserisce in un percorso di recupero e ricerca filologica che la Galleria Milano sta portando avanti su alcuni degli artisti con cui ha lavorato in passato, tra cui Enzo Mari e Betty Danon. Ad Arakawa sono state dedicate due personali nel 1983 e nel 2005, quest’ultima insieme a Madeline Gins.

In esposizione sono tele, carte e grafiche degli anni Sessanta e dei primi Settanta, dove l'artista analizza il rapporto tra spazio e tempo in una sintesi che lui stesso definisce come filosofia del vuoto, o blank.

Le sue tele, di grandi dimensioni ma mai omogenee, sono piene di “punti focali”, addensamenti di frecce, tubi, elementi rotanti, lettere e parole come mistake, a rappresentare il continuo cortocircuito di significazione in cui si incaglia l’uomo. Frequente è anche bottomless, una sorta di piramide quadrangolare che, nel bianco della tela, appare come un oggetto misterioso, sovvertito e sospeso.

Saranno proiettate anche le sue due opere filmiche, Why Not (A Serenade of Eschatological Ecology), 1970 e For Example (A Critique of Never), 1971, quest’ultimo, nella versione italiana, con voice over di Vincenzo Agnetti.



Shūsaku Arakawa. Il colore della mente
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