Mostra SANDRO MARTINI. Come la vita - Livorno

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 21/10/2022 Aggiornato il 21/10/2022
Dal al
Livorno (LI)
Regione: Toscana
Luogo: Guastalla Centro Arte, via Roma 45
Telefono: 0586/808518
Orari di apertura: 10-13; 16,30-20. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.guastallacentroarte.it
Organizzatore: Guastalla Centro Arte
Note:
La galleria Guastalla Centro Arte presenta la mostra di Sandro Martini dal titolo “Come la vita”.
La mostra nasce dalla frequentazione instauratasi tra la galleria e Sandro Martini in questi ultimi anni, in seguito alla richiesta di realizzare un’opera per la Casa Natale Amedeo Modigliani; Martini ha accolto con entusiasmo questa iniziativa, scegliendo l’opera Saracura attualmente esposta in permanenza nella casa-museo.

Le opere in esposizione attraversano un po’ tutto il lavoro che Martini ha portato avanti negli anni, ci saranno dipinti, tecniche miste e sculture, tra cui opere degli anni ’60, come il grande dipinto “La via del colibrì” e degli anni ’70 “Bleu viola e desiderio” e “Violetto blu +”: opere dello stesso ciclo pittorico, sono esposte nel Museo della Città di Livorno.

La mostra prosegue con opere degli anni ’90 facenti parte delle serie delle “trascrizioni”, dove si fa riferimento anche nei titoli al lessico di altre culture, utilizzando la tecnica mista su tela o la carta foderata: oltre a esaltare l’espressività coloristica delle opere Martini sembra voler sottolineare anche con titoli ricercati le stratificazioni culturali e temporali che essi contengono.

Dopo queste opere, dalla metà degli anni ’90, Martini concepisce le “tele cucite”: in queste opere frammenti di tele colorate sono cucite sulla superficie, il colore nero, rosso e giallo, frammenti di stoffa e fili di cucitura si fondono dando vita a suggestive composizioni materiche.

Di particolare suggestione le due sculture di grande formato concepite come un intreccio di vetri, plexiglas, stoffe e nastri che ben sintetizzano la poetica dell’artista.
Come scrive Vittorio Sgarbi, “Martini non pensava che dalle tele colorate e sovrapposte sarebbe tornato al quadro dipinto, l’ha fatto realizzando un’impossibile sintesi tra installazione e pittura”.

Sandro Martini, come scrive anche Luigi Sansone, autore del Catalogue Raisonné, “è da annoverare tra gli artisti degli ultimi decenni che hanno contribuito ad arricchire gli sviluppi della pittura contemporanea attraverso l’elaborazione di uno stile autonomo e la forza del proprio talento. I suoi lavori sono ricchi di significati, rimandi, stati d’animo nascosti da strati di intrecci di segni e colore".

Nasce a Livorno nel 1941: dopo aver frequentato l'Istituto d’Arte di Lucca e Firenze, si reca a Roma dove incontra Corrado Cagli, Gino Marotta e gli artisti più rappresentativi del panorama culturale romano.
Appena terminati gli studi si trasferisce a Milano dove stringe una profonda amicizia e collaborazione con Tancredi e espone nelle principali gallerie milanesi, fra cui la galleria delle Ore, la galleria Blu, la galleria del Milione, lo Studio Marconi: da ricordare in quel periodo l’esposizione pubblica realizzata al Museo Progressivo a Livorno nel 1974.

Nel ’77 si trasferisce negli Stati Uniti, prima a New York, poi a San Francisco e nella costa pacifica, dove insegna due mesi all'anno e realizza le prime installazioni, colossali aquiloni che volano verso il cielo, grandi tele che coprono i luoghi, li adornano, li vivificano.

Un’importante installazione fu realizzata nell'83 nel salone delle grida alla Borsa di Milano: per un mese gli agenti urlarono i loro prezzi sotto le grandi tele, tese da una parte all'altra della sala. Altrettanto significativa la grande installazione realizzata nel 1999 nel soffitto della galleria Vittorio Emanuele a Milano.

“Non lavoro mai improvvisando”, afferma l’artista, che aggiunge: “seguo sempre un progetto, dove tutto è pensato, con un suo perché dall’inizio alla fine. Eseguo molti disegni. Poi nel momento della realizzazione è come se io non ci fossi, è come se avessi l’impressione di stare a vedere”.



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