Mostra Safar: viaggio in Medio Oriente. Vite appese a un filo. Fotografie di Farian Sabahi - Torino

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 11/03/2019 Aggiornato il 11/03/2019
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Torino (TO)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Piemonte
Luogo: MAO Museo d'Arte Orientale, via San Domenico 11
Telefono: 011/4436927
Orari di apertura: 10-18; sabato e domenica 11-19. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Dove acquistare: www.maotorino.it
Sito web: www.maotorino.it
Organizzatore: MAO Museo d'Arte Orientale di Torino
Note:
La mostra presenta una sessantina di scatti realizzati da Farian Sabahi in Libano, Siria, Iraq, Iran, Emirati Arabi, Azerbaigian, Uzbekistan e Yemen tra il febbraio 1998 e la primavera 2005 ed esposti per la prima volta.
In persiano e in arabo, Safar vuole dire viaggio. Una parola che in sé racchiude i molteplici significati della mostra: racconta i viaggi di Farian Sabahi, le Terre e le persone ritratte e al contempo esorta il visitatore a compiere un viaggio, doppio, geografico ed emotivo.
Così, i versi del poeta di lingua persiana Rumi ricamati dalla giovane artista Ivana Sfredda accolgono il visitatore: "Anche se tu non hai piedi, scegli di viaggiare in te stesso, versi volti ad evocare l'importanza del viaggio e dell'apertura alle culture altre nel processo di crescita personale".

La giornalista e studiosa Farian Sabahi (1967) ci restituisce un mondo visto e immortalato poco prima e immediatamente dopo che in alcuni di questi Paesi iniziassero terribili i conflitti, un mondo stravolto anche dove la guerra non si è combattuta, dove però permangono le cicatrici dei vecchi conflitti o dove il progresso si contrappone forte e arrogante agli aspetti più tradizionali del vivere quotidiano.
La restituzione di questo sentire è data dall’installazione site specific, il cubo nero diventa uno spazio atemporale in cui le fotografie si alternano come i ricordi di vecchi viaggi, dove è difficile distinguere un prima da un poi. Le fotografie, sono presentate senza cornici, senza stretti confini, ma appese a un filo da pesca per tonni ad evocare la precarietà della vita in Medio Oriente, appesa appunto a un filo.
Safar: viaggio in Medio Oriente. Vite appese a un filo. Fotografie di Farian Sabahi
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