Mostra Ruth Orkin. Leggenda della fotografia - Bassano del Grappa

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/01/2022 Aggiornato il 17/01/2022
Dal al
Bassano del Grappa (VI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Veneto
Luogo: Museo Civico di Bassano del Grappa, piazza Garibaldi 34
Telefono: 0424/519901
Orari di apertura: 10-19. Martedì chiuso
Costo: 12 euro; ridotto 10 euro
Dove acquistare: www.museibassano.it
Sito web: www.museibassano.it
Organizzatore: Musei Civici di Bassano del Grappa
Note:
I Musei Civici di Bassano del Grappa propongono la prima retrospettiva italiana di Ruth Orkin (1921-1985), leggendaria figura di fotoreporter ma anche cineasta americana, autrice del lungometraggio indipendente “Little Fugitive”, realizzato assieme al marito Morris Engel, premiato con il Leone d’Argento al Festival di Venezia del 1953.

L’opera di Orkin arriva in Italia in concomitanza del centenario della nascita della fotografa (1921), da poco omaggiata di una retrospettiva a New York e Toronto e da una monografia di Hatije&Cantz.

Dopo Bassano (unica tappa italiana), l’antologica, realizzata assieme a DiChroma Photography, inizierà un tour europeo ed è attesa a San Sebastian, in Spagna, e a Cascais, in Portogallo.

Le immagini di Ruth Orkin sono delle intense interpretazioni, qualunque sia il soggetto del suo sguardo: personaggi illustri del mondo hollywoodiano o newyorchese, come Robert Capa, Lauren Bacall, Albert Einstein o Woody Allen, oppure situazioni di vita straordinariamente ordinaria.

L’eco del linguaggio cinematografico ha un ruolo centrale nella poetica della Orkin.
Tanto negli scatti singoli quanto nei lavori composti da sequenze di fotogrammi, Orkin dà vita a veri e propri storytelling, dando prova di saper trasformare un “semplice” ritratto o un paesaggio urbano, sia esso di New York, di Roma o Venezia, in un racconto in cui luoghi e persone si rispecchiano l’uno nell’altro.



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