Mostra Ruediger Glatz, Reflecting Pasolini - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 10/07/2022 Aggiornato il 10/07/2022
Dal al
Roma (RM)
ATTENZIONE
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Regione: Lazio
Luogo: Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194
Telefono: 06/39967500
Orari di apertura: 10-20. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Dove acquistare: www.palazzoesposizioni.it
Sito web: www.palazzoesposizioni.it
Organizzatore: Azienda Speciale Palaexpo
Note:
Palazzo delle Esposizioni presenta la prima personale in Italia del fotografo tedesco Ruediger Glatz (Heidelberg, 1975) con più di 60 immagini in bianco nero dedicate a Pier Paolo Pasolini nella ricorrenza del centenario dalla nascita.

Con una visione clinica, quasi documentale, eppure attraversata da un profondo lirismo, Glatz ha compiuto un vero e proprio percorso di avvicinamento a Pasolini, incontrandolo in un processo di riflessione e rifrazione che si rispecchia e attraversa oggetti, situazioni e memorie.

Quella “qualità magica” e imprevista della fotografia, che Walter Benjamin ha definito come una “scintilla minima di caso”, lo ha guidato nel documentare la performance Embodying Pasolini, ideata e interpretata dall’attrice e performer Tilda Swinton e dal curatore e storico della moda Olivier Saillard e presentata nel giugno 2021 negli spazi del Mattatoio di Roma.

In mostra, un ciclo di immagini inedite ripercorre l’esperienza performativa: una “stanza” temporale in cui rivivono, in un incanto cristallizzato, il magnetismo e i momenti più intensi dell’azione. In un bianco e nero potente, attraverso l’esposizione prolungata o multipla della pellicola, Glatz ha colto la trasfigurazione dell’attrice, la sacralità austera dei movimenti, la loro ineccepibile e silenziosa drammaturgia.

Come scene di una predella trecentesca, le immagini evocano la Giocasta interpretata da Silvana Mangano in Edipo Re, la terribile Signora Vaccari di Hélène Surgére in Salò o le 120 giornate di Sodoma, l’epos picaresco incarnato da Totò in Uccellacci e Uccellini, la fantasmagoria de Il Fiore delle mille e una notte, fino l’apparizione di Pasolini stesso come Chaucer, ne I Racconti di Canterbury.

Il pathos dell’azione, il volto enigmatico della Swinton, sono il dispositivo riflettente, che ha sollecitato la creatività del fotografo, innescando un processo di conoscenza dell'opera di Pasolini nella riflessione e nella rifrazione di questa azione.
Da qui il titolo della mostra Reflecting Pasolini e l'idea del progetto, che si completa con le immagini dei luoghi, quelli che Ruediger Glatz ha incontrato attraversando l'Italia alla ricerca dell’immaginario di Pier Paolo Pasolini.

La mostra è curata da Alessio de’Navasques.
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