Mostra Romanticismo - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 29/10/2018 Aggiornato il 06/12/2018

La prima mostra dedicata al contributo italiano al movimento che ha cambiato la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale nel corso della prima metà dell’Ottocento si sviluppa in due sedi, Le Gallerie d'Italia-Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano e il Museo Poldi Pezzoli. 

Dal al
Milano (MI)
Regione: Lombardia
Luogo: Gallerie d'Italia, piazza della Scala 6 e Museo Poldi Pezzoli, via Manzoni 12
Telefono: 800/167619
Orari di apertura: 9,30-19,30 (giovedì chiusura 22,30) Gallerie d'Italia . Lunedì chiuso. Poldi Pezzoli 10-18 (giovedì chiusura 22,30). Martedì chiuso
Costo: 10 euro accesso a una sola sede; 7 euro accesso alla seconda sede
Note:
Duecento opere selezionate ripercorrono il confronto e dibattito culturale svoltosi tra l’Inghilterra, la Francia e i Paesi del Nord, soprattutto la Germania e l’Impero austriaco, a cui partecipò l’Italia, negli anni che vanno dal Congresso di Vienna alle rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente. Di queste, 42 non sono mai state esposte prima d'ora, provengono soprattutto da collezioni private e comprendono esemplari di Caffi, Hayez, Induno, Molteni; 14 opere in particolare non sono mai state viste in Italia e giungono dalle più importanti istituzioni museali estere, come il Belvedere di Vienna e l’Ermitage di San Pietroburgo, da cui giungono capolavori di Friedrich, e la National Gallery di Londra che presta un dipinto di Corot. La rassegna, curata da Fernando Mazzocca, prende in considerazione anche i fermenti preromantici e le ultime manifestazioni di una cultura che, almeno nel nostro Paese, avrà termine con l’Unità d’Italia e l’affermazione del Realismo, che del Romanticismo rappresenta l’antitesi. Milano è la città italiana che più di tutte ha avuto in quegli anni una maggiore vocazione europea, è stata uno dei centri della civiltà romantica, sia per quanto riguarda le arti figurative che sul versante letterario e musicale. Basti pensare alle esposizioni d’arte che si sono tenute in quegli anni all’Accademia di Brera, alle sue imprese editoriali, ai suoi teatri, tra cui La Scala e il Carcano, ai protagonisti che l’hanno abitata, come Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo, Francesco Hayez, Gioacchino Rossini e Giuseppe Verdi. Come nel resto d’Europa, anche in Italia non è esistito uno stile romantico comune, ma linguaggi individuali di artisti tra loro molto diversi. La mostra intende restituire questa diversità, vera forza del Romanticismo, i cui ideali di “spontaneità”, di “individualità” e di “verità interiore” hanno avuto una penetrazione più vasta di quella delle idee illuministe, corrispondendo esattamente alle attese di una società profondamente cambiata dopo la Rivoluzione francese e l’età napoleonica. La mostra è articolata in 21 sezioni, 16 alle Gallerie d'Italia e 5 al Museo Poldi Pezzoli, che ripercorrono i temi più significativi dell’arte romantica. Si assiste alla rottura nella gerarchia dei generi per cui alcuni prima considerati “minori”, come il paesaggio, il ritratto, la rappresentazione della vita del popolo, assumono lo stesso interesse e importanza della pittura sacra e della pittura di storia, per tradizione collocate al primo posto e anch’esse completamente rinnovate dalla nuova sensibilità del Romanticismo.
Romanticismo
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