Mostra Roma Terzo Millennio - Roma

A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il
Aggiornato il
AVVERTENZA: la Redazione non assume alcuna responsabilità, e pertanto non potrà essere ritenuta responsabile, per eventuali errori di indicazione delle date dei vari eventi che sono da considerare puramente indicative. Invitiamo i lettori a verificare l’esattezza delle date e degli orari di svolgimento delle varie manifestazioni, contattando preventivamente gli organizzatori ai numeri di telefono corrispondenti o visitando il sito web corrispondente.
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
-
Roma
Lo Spazio WeGil di Roma presenta la mostra ideata da Umberto Vattani e da lui curata con Andrea Bruschi, Giuseppe D’Acunto e Rosalia Vittorini, che nasce dall’esigenza di restituire a Roma un racconto che le appartenga.
La capitale d’Italia è prigioniera di una narrazione riduttiva che la immobilizza nel passato e la trasforma in una città-museo.
Le guide pubblicate nel mondo e le mappe diffuse da uffici comunali, alberghi e circuiti turistici ripetono lo stesso copione: Roma coincide con il solo centro storico, con la città dei Cesari e dei Papi.
Roma Terzo Millennio nasce per spezzare questa inerzia e riportare la città nel tempo presente. Roma è una città che da oltre tremila anni non smette di trasformarsi, di rinascere, di sorprendere.
Dare forma alla città – la forma urbis – è stata un’ossessione costante dei Romani: non solo costruire, ma pensare la città, ridisegnarla, rimetterla continuamente in discussione.
Dopo l’Unità, Roma cambia scala, si dilata, attraversa fratture profonde e stagioni di discontinuità, ma sviluppa anche energie capaci di generare progetti.
Il punto di svolta avviene nel Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri: grande architettura del Novecento, a lungo priva di un racconto culturale condiviso.
Circa trent’anni fa, l’ingresso dell’arte contemporanea negli spazi istituzionali modifica radicalmente la percezione del luogo.
Opere, sculture e installazioni non accompagnano l’architettura: la mettono in tensione, la trasformano.
Nasce la Collezione Farnesina, in un momento in cui in Italia non esistevano ancora musei pubblici dedicati al contemporaneo. Il Novecento entra così, visivamente e simbolicamente, nella città.
Dal Palazzo della Farnesina lo sguardo si allarga e ritrova il suo asse naturale: il Tevere. Fiume fondativo, infrastruttura storica e linea di attraversamento urbano, il Tevere è stato progressivamente marginalizzato nel racconto della città.
Roma Terzo Millennio propone di restituirgli un ruolo centrale: non come sfondo, ma come spina dorsale di una Roma contemporanea che si sviluppa per sistemi, connessioni e relazioni.
Lungo la grande ansa nord del fiume si concentra un patrimonio straordinario di architetture del primo e secondo Novecento e del contemporaneo: dal Foro Italico alle opere di Pier Luigi Nervi, fino ai progetti di Renzo Piano e Zaha Hadid.
Un sistema coerente, rimasto a lungo invisibile, che trova oggi riconoscimento nel Distretto del Contemporaneo, nuova chiave di lettura della Roma moderna.
Da qui prende forma una visione ulteriore: Roma come una cometa.
La testa coincide con il Distretto del Contemporaneo; la scia segue il Tevere, attraversa l’EUR, raggiunge Ostia e si apre al Mediterraneo.
Roma può così riacquistare un ruolo di asse di sviluppo mediterraneo anche grazie a un ampio e articolato sistema portuale che va da Civitavecchia a Gaeta, capace di riconnettere la capitale alle grandi rotte economiche, culturali e geopolitiche.
La mostra si articola in due spazi.
Il primo presenta il progetto Roma del Terzo Millennio attraverso video su cinque grandi monitor e una serie di pannelli con mappe e testi.
Il secondo è concepito come uno spazio-laboratorio, destinato a incontri ed eventi sulla contemporaneità con studenti delle scuole superiori e con le Accademie straniere a Roma.
A supporto della mostra, l’artista Mimmo Paladino ha realizzato appositamente un’opera dal titolo Roma è una cometa che caratterizza l’immagine identitaria del progetto.
La capitale d’Italia è prigioniera di una narrazione riduttiva che la immobilizza nel passato e la trasforma in una città-museo.
Le guide pubblicate nel mondo e le mappe diffuse da uffici comunali, alberghi e circuiti turistici ripetono lo stesso copione: Roma coincide con il solo centro storico, con la città dei Cesari e dei Papi.
Roma Terzo Millennio nasce per spezzare questa inerzia e riportare la città nel tempo presente. Roma è una città che da oltre tremila anni non smette di trasformarsi, di rinascere, di sorprendere.
Dare forma alla città – la forma urbis – è stata un’ossessione costante dei Romani: non solo costruire, ma pensare la città, ridisegnarla, rimetterla continuamente in discussione.
Dopo l’Unità, Roma cambia scala, si dilata, attraversa fratture profonde e stagioni di discontinuità, ma sviluppa anche energie capaci di generare progetti.
Il punto di svolta avviene nel Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri: grande architettura del Novecento, a lungo priva di un racconto culturale condiviso.
Circa trent’anni fa, l’ingresso dell’arte contemporanea negli spazi istituzionali modifica radicalmente la percezione del luogo.
Opere, sculture e installazioni non accompagnano l’architettura: la mettono in tensione, la trasformano.
Nasce la Collezione Farnesina, in un momento in cui in Italia non esistevano ancora musei pubblici dedicati al contemporaneo. Il Novecento entra così, visivamente e simbolicamente, nella città.
Dal Palazzo della Farnesina lo sguardo si allarga e ritrova il suo asse naturale: il Tevere. Fiume fondativo, infrastruttura storica e linea di attraversamento urbano, il Tevere è stato progressivamente marginalizzato nel racconto della città.
Roma Terzo Millennio propone di restituirgli un ruolo centrale: non come sfondo, ma come spina dorsale di una Roma contemporanea che si sviluppa per sistemi, connessioni e relazioni.
Lungo la grande ansa nord del fiume si concentra un patrimonio straordinario di architetture del primo e secondo Novecento e del contemporaneo: dal Foro Italico alle opere di Pier Luigi Nervi, fino ai progetti di Renzo Piano e Zaha Hadid.
Un sistema coerente, rimasto a lungo invisibile, che trova oggi riconoscimento nel Distretto del Contemporaneo, nuova chiave di lettura della Roma moderna.
Da qui prende forma una visione ulteriore: Roma come una cometa.
La testa coincide con il Distretto del Contemporaneo; la scia segue il Tevere, attraversa l’EUR, raggiunge Ostia e si apre al Mediterraneo.
Roma può così riacquistare un ruolo di asse di sviluppo mediterraneo anche grazie a un ampio e articolato sistema portuale che va da Civitavecchia a Gaeta, capace di riconnettere la capitale alle grandi rotte economiche, culturali e geopolitiche.
La mostra si articola in due spazi.
Il primo presenta il progetto Roma del Terzo Millennio attraverso video su cinque grandi monitor e una serie di pannelli con mappe e testi.
Il secondo è concepito come uno spazio-laboratorio, destinato a incontri ed eventi sulla contemporaneità con studenti delle scuole superiori e con le Accademie straniere a Roma.
A supporto della mostra, l’artista Mimmo Paladino ha realizzato appositamente un’opera dal titolo Roma è una cometa che caratterizza l’immagine identitaria del progetto.
Regione: Lazio
Luogo: Spazio WeGil. largo Ascianghi 5
Telefono: 334/6841506
Orari di apertura: 10-19 tutti i giorni
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: Ingresso libero
Sito web: https://wegil.it/
Organizzatore: Art Diplomacy Ets































