Mostra Ritorno a Trieste. Lucio Saffaro tra arte e scienza - Trieste

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/02/2022 Aggiornato il 17/02/2022
Dal al
Trieste (TS)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Friuli Venezia Giulia
Luogo: Magazzino 26 / Porto Vecchio
Telefono: 040/304885; 040/6751 Comune
Orari di apertura: 10-14; 16-20. Lunedì e Martedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.comune.trieste.it/it/magazzino-26-porto-vecchio
Organizzatore: Villaggio Globale International
Note:
Una grande mostra riporta l'attenzione sull'opera di Lucio Saffaro (Trieste 1929 - Bologna 1998), pittore, scrittore, poeta e matematico, e sulla complessità del suo universo; la sua costante ricerca dell'infinito e della perfezione attraverso gli enigmi dello spazio e del tempo e le esplorazioni del pensiero, appaiono con travolgente evidenza soprattutto nelle sue opere pittoriche e grafiche.

Quasi 90 lavori di questo straordinario artista e intellettuale saranno riuniti nella mostra che riscopre un grande protagonista dello scenario intellettuale del secondo Novecento e dà conto dell'originalità di Saffaro nel contesto della cultura e dell'arte italiana del tempo.

Pur rifiutando la definizione di artista-matematico, Saffaro ha saputo coniugare la sua profonda cultura scientifica con la costante indagine pittografica di forme simboliche legate allo spazio e al tempo, agli interrogativi che essi pongono e alle infinite indagini mentali ed estetiche da essi suggerite.

La mostra presenta dunque una consistente selezione di opere pittoriche e grafiche di proprietà della Fondazione stessa (36 oli, 35 litografie e 16 disegni), che restituiscono al pubblico un'immagine completa della ricerca dell'artista (1954-1997): dalle figure enigmatiche delle prime opere immesse in una dimensione quasi onirica, come il Magnifico signore e il Concerto del 1954 o L'inquietudine del 1956, fino alla ultime investigazioni prospettiche in cui i poliedri assumono un ruolo centrale quali forme "che pongono quesiti non di natura matematica ma piuttosto esistenziale", come La stella di Origene del 1991 e Il dodecaedro paolense del 1993.

La mostra è curata da Claudio Cerritelli con la collaborazione scientifica di Gisella Vismara.
Ritorno a Trieste. Lucio Saffaro tra arte e scienza
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