Mostra Rinascimento privato - Torino

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 15/10/2022 Aggiornato il 15/10/2022
Dal al
Torino (TO)
Regione: Piemonte
Luogo: Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, via Po 55
Telefono: 011/837 688 int. 3
Orari di apertura: 10-18 martedì, mercoledì e venerdì; 10-20 giovedì; 10-19 sabato, domenica e festivi. Lunedì chiuso
Costo: 12 euro; ridotto 10 euro
Dove acquistare: www.fondazioneaccorsi-ometto.it
Sito web: www.fondazioneaccorsi-ometto.it
Organizzatore: Fondazione Accorsi-Ometto
Note:
Giovanni Martino Spanzotti, Giovanni Canavesio, Gandolfino da Roreto, Gerolamo Giovenone, Bernardino Lanino e Defendente Ferrari sono solo alcuni dei protagonisti della nuova mostra, a cura di Serena D’Italia, Vittorio Natale e Luca Mana, che la Fondazione Accorsi-Ometto ospita all’interno delle sue sale.

Il titolo della mostra – citazione da Rinascimento privato, titolo del sontuoso romanzo di Maria Bellonci, Premio Strega 1986 – sintetizza bene l’obiettivo dell’esposizione: raccontare l’evoluzione della pittura piemontese tra la metà del Quattrocento e la metà del Cinquecento, con una trentina di opere provenienti esclusivamente da collezioni private, alcune delle quali storiche.

La mostra, suddivisa in sei sezioni, si apre con i Precursori, Giovanni Canavesio, Tommaso Biazaci e Andrea de Aste. Del primo è esposta una tempera su tavola raffigurante un Santo vescovo (Sant’Agostino?) della fine del XV secolo. Giovanni Canavesio (Pinerolo prima del 1450-1500), noto soprattutto per aver affrescato la cosiddetta “Cappella Sistina delle Alpi”, nel Santuario di Notre Dame des Fontaines in Val Roya, dalla metà del ‘400 si trasferisce in Liguria dove assorbe le novità dei maestri fiamminghi presenti sul territorio tra Genova e Savona.

Del secondo, invece, troviamo San Nicola di Bari, databile intorno al 1470. Tommaso (documentato tra il 1465 e il 1488) e Matteo Bizaci o Biazaci, originari di Busca, come Canavesio, si trasferiscono in Liguria incontrando i favori dei banchieri liguri e diventando il trait d'union tra le novità fiamminghe e la pittura piemontese. Mentre di Andrea de Aste (attivo tra Genova e Napoli nella prima metà del XV secolo) incontriamo parte di un politico di un dossale d'altare con le figure di San Giovanni Battista e San Domenico con San Nicola di Bari e San Lazzaro.

Giovanni Martino Spanzotti (Varese? 1450 circa – Chivasso? tra il 1525 e il 1528), diventando interprete del rinnovamento portato dal Rinascimento in Piemonte, influenza profondamente gli artisti locali del periodo, tra cui lo stesso Defendente, suo allievo, grazie alla puntuale rappresentazione della vita quotidiana, alla cura per la riproduzione prospettica delle architetture e un’attenzione tutta nuova per la figura umana.

La mostra si conclude con la sezione dedicata a Defendente Ferrari e la pittura rinascimentale in Piemonte tra tradizione e innovazione, con opere anche di Giovanni Martino Spanzotti, Gerolamo Giovenone e Bernardino Lanino.

Defendente Ferrari (Chivasso fra il 1480 e il 1485 – Torino 1540 circa), formatosi nella bottega di Giovanni Martino Spanzotti, ha notevole successo come autore di polittici e di pale d’altare, incontrando con il suo stile, ricco di preziosismi decorativi e di colori smaltati, derivanti dalla tradizione nordica, il favore di una larga committenza ecclesiastica nel Piemonte occidentale sino al termine della sua attività (ca 1535).



Rinascimento privato
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