Mostra Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 01/02/2020 Aggiornato il 17/06/2020
Dal al
Roma (RM)
Regione: Lazio
Luogo: Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni, piazza di San Salvatore in Lauro
Telefono: 06/99572979
Orari di apertura: 10-13; 16-19. Domenica e giorni festivi chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.artifexarte.it
Organizzatore: ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni
Note:
Dopo l’esposizione di Ascoli Piceno la mostra continua il suo tour e arriva a Roma, dove presenta nella sede della storica Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni attiva in città fin dal 1600, 36 opere d’arte tra quelle restaurate a seguito del sisma del 2016.

Grazie alla presenza di queste opere nella capitale, sarà possibile ammirare una parte del prezioso patrimonio disseminato nel territorio marchigiano che è stato danneggiato dal terremoto, recuperato, portato a nuova vita e con questa mostra reso di nuovo fruibile.

Tra le 36 opere esposte che vanno dal ‘400 al ‘700 si ammirano crocifissi lignei e vesperbild di ambito tedesco, che ancora oggi si trovavano all’interno delle chiese come oggetti di culto da parte dei fedeli.

Non mancano nomi importanti come Jacobello del Fiore con la serie delle Scene della vita di Santa Lucia provenienti dal Palazzo dei Priori di Fermo, Vittore Crivelli con la Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti di Sarnano, Cola dell’Amatrice di cui spicca la Natività con i santi Gerolamo, Francesco, Antonio da Padova e Giacomo della Marca dalla sacrestia della Chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno.
E ancora da Roma Giovanni Baglione e Giovanni Serodine che dalla Svizzera seguì nella capitale l’esempio di Caravaggio.
Tutti autori di indubbia fama che nelle Marche sono nati o che vi hanno soggiornato e che hanno contribuito a modificare la geografia della Storia dell’Arte.

Gli interventi di restauro sono stati eseguiti da tecnici marchigiani, in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza, che con innovative analisi diagnostiche hanno valutato lo stato di conservazione di ciascuna opera.

Questi interventi non soltanto hanno consentito di porre rimedio ai danni subiti dalle opere, ma hanno permesso di effettuare nuove attribuzioni e di acquisire nuove conoscenze relative alla tecnica pittorica e ai materiali usati dai pittori, accrescendo le conoscenze che si avevano su questo patrimonio e aprendo la strada a molti studi scientifici.

La mostra rappresenta un viaggio nella religiosità popolare marchigiana attraverso un affascinante percorso stilistico e iconografico che, partendo dal centro della regione arriva fino alla costa, era stato già definito da Federico Zeri e Pietro Zampetti cultura adriatica.

La mostra, curata da Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, è frutto della convenzione siglata da ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni nel 2017, che si sono impegnati in un importante lavoro di recupero delle opere d’arte danneggiate.

Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma
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