Mostra Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma - Senigallia

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 01/02/2020 Aggiornato il 02/02/2021
Dal al
Senigallia (AN)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Marche
Luogo: Palazzo del Duca, piazza del Duca 1
Telefono: 071/8062431
Orari di apertura: 15-20 da mercoledì a venerdì.
Costo: 8 euro; ridotto 4 euro
Dove acquistare: https://www.liveticket.it/mostresenigallia
Sito web: www.artifexarte.it
Organizzatore: ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni
Note:
La mostra continua arriva alla sua ultima tappa ospitata dal Comune di Senigallia nello spazio espositivo di Palazzo del Duca, dopo essere stata ad Ascoli Piceno e a Roma nella storica sede del Pio Sodalizio dei Piceni presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro.

In questo viaggio per l’Italia, l’esposizione ha permesso a un vasto pubblico di scoprire un significativo nucleo di opere d’arte che sono state restaurate a seguito del sisma del 2016, grazie al contributo di Anci Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, all’apporto scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e al contributo della Regione Marche.

In questa terza tappa il percorso espositivo si arricchisce di nuove opere. Per la prima volta dopo il sisma, viene esposto il ciclo completo delle Scene della vita di Santa Lucia di Jacobello del Fiore accanto a dipinti, sculture, ma anche oggetti devozionali, tra cui una delle più antiche campane francescane, originariamente collocata ad Arquata del Tronto, e una coppia di reliquiari di fine oreficeria barocca.

La mostra racconta, attraverso l’arte e la storia di un territorio il prezioso patrimonio disseminato nelle Marche, danneggiato dal terremoto, recuperato, portato a nuova vita e reso finalmente di nuovo fruibile.

Gli interventi di restauro sono stati eseguiti da tecnici marchigiani, in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza, che con innovative analisi diagnostiche hanno valutato lo stato di conservazione di ciascuna opera.

Questi interventi non soltanto hanno consentito di porre rimedio ai danni subiti dalle opere, ma hanno permesso di effettuare nuove attribuzioni e di acquisire nuove conoscenze relative alla tecnica pittorica e ai materiali usati dai pittori, accrescendo le conoscenze che si avevano su questo patrimonio e aprendo la strada a molti studi scientifici.

La mostra rappresenta un viaggio nella religiosità popolare marchigiana attraverso un affascinante percorso stilistico e iconografico che, partendo dal centro della regione arriva fino alla costa, era stato già definito da Federico Zeri e Pietro Zampetti cultura adriatica.

La mostra, curata da Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, è frutto della convenzione siglata da ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni nel 2017, che si sono impegnati in un importante lavoro di recupero delle opere d’arte danneggiate.

Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma
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