Mostra Ridisegnare lo spazio. Marina Caneve, Giulia Marchi, Andreas Gefeller e Massimo Vitali - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 31/01/2022 Aggiornato il 31/01/2022
Dal al
Bologna (BO)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Emilia Romagna
Luogo: Labs Contemporary Art, via Santo Stefano 38
Telefono: 051/3512448; 348/9325473
Orari di apertura: 10-13; 15-19 da martedì a sabato o su appuntamento
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.labsgallery.it
Organizzatore: Labs Contemporary Art
Note:
La mostra propone i lavori di quattro artisti che lavorano con il mezzo fotografico: Marina Caneve, Giulia Marchi, Andreas Gefeller e Massimo Vitali. Il filo conduttore della mostra è l’idea di una rilettura dello spazio attraverso il linguaggio fotografico.

Nelle grandi foto di Massimo Vitali (Como, 1944) lo spazio naturale diviene spazio sociale.

Andreas Gefeller (Germania, 1970) guarda lo spazio architettonico dall’alto, mutando la percezione che solitamente ne abbiamo, realizzando delle visioni zenitali. Il suo è il tentativo, riuscito, di mutazione percettiva e dunque di riproposizione dello spazio.

Quello proposto da Giulia Marchi (Rimini, 1976) è uno spazio concettuale, in cui la lettura dell’artista svela dimensioni ulteriori. In mostra due lavori della serie Fundamendal, risultato di uno studio approfondito sui testi dell’architetto contemporaneo olandese Rem Koolhaas.
Il lavoro nasce dal desiderio di mettere in relazione la ricerca artistica con gli scritti di Koolhaas dedicati al concetto di spazio e dell’uso che ne facciamo.

Quelli di Marina Caneve (Belluno, 1988) qui proposti sono degli still life, in cui gli oggetti riescono a disegnare la dimensione spaziale attraverso l’essenza delle forme, in stretta relazione con lo spazio naturale in cui sono contenuti.

Gli artisti ai quali facciamo riferimento guardano, attraverso la camera, lo spazio che hanno di fronte e lo interpretano, lo leggono, lo disegnano, lo propongono al di là di una dimensione prettamente oggettiva.
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