Mostra Regine Schumann. Chromasophia - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 12/01/2021 Aggiornato il 12/01/2021
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: Dep Art Gallery, via Comelico 40
Telefono: 02/36535620
Orari di apertura: 10,30-19. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.depart.it
Organizzatore: Dep Art Gallery
Note:
L'artista tedesca Regine Schumann presenta circa venti opere in plexiglass acrilico, diverse delle quali realizzate appositamente per l’occasione e in esclusiva per la galleria milanese Dep Art Gallery.

L'esposizione si intitola “Chromasophia”, neologismo che unisce le parole Colore/Chroma e Sapienza/Sophia: una “sapienza del colore” che Schumann ha maturato nel corso dei decenni con l’intento di offrire allo spettatore infinite possibilità combinatorie, tutte egualmente sorprendenti.

Per la prima volta in Italia, la personale espone la recente serie Moons, nata dalle urgenze espressive dell’artista emerse nei primi mesi della pandemia.
In mostra anche un’opera dedicata al capoluogo lombardo, dal titolo Colormirror Rainbow Satin Orange Milan e disponibile in edizione limitata.

Regine Schumann assembla lastre di plexiglass acrilico per ottenere una molteplicità di sfumature che si originano in base all’interazione tra il primo piano, lo sfondo e il perimetro. A seconda delle condizioni spaziali e atmosferiche, i colori si intensificano, si compenetrano e si riverberano vicendevolmente, sottoponendo lo sguardo del fruitore a cambiamenti graduali oppure repentini.

Attraverso l’impiego dei raggi UV le superfici rivelano delle gradazioni latenti: il materiale acrilico pare smaterializzarsi, mentre le lastre satinate tendono a saturarsi e a intorpidirsi, generando così una miscela/sintesi coloristica.

Con le sue opere, attingendo ai ritrovati dell’industria moderna, Regine Schumann è riuscita a inventare una fluorescenza che trascolora lo spazio del nostro vissuto, proiettandoci in un’esperienza che si situa tra la realtà naturale e quella artificiale.

La mostra è curata da Alberto Zanchetta.





Regine Schumann. Chromasophia
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