Mostra Raimondo Sirotti (1934-2017). La retrospettiva - Genova

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 11/05/2021 Aggiornato il 27/05/2021
Dal al
Genova (GE)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Liguria
Luogo: Palazzo Ducale, Sottoporticato, piazza Giacomo Matteotti 9
Telefono: 010/8171600
Orari di apertura: 15-19 da martedì a giovedì; 15-21 venerdì; 12-19 sabato e domenica. Lunedì chiuso
Costo: 5 euro; ridotto 4 euro
Dove acquistare: vivaticket.it, il sabato e la domenica prenotazione obbligatoria
Sito web: https://palazzoducale.genova.it/
Organizzatore: Palazzo Ducale
Note:
La mostra intende proporre una lettura complessiva della intensa e articolata esperienza artistica di Raimondo Sirotti (1934-2017) rimarcandovi la persistenza di alcuni peculiari indirizzi tematici a cui, pur nella continua evoluzione della propria ricerca, il pittore ligure è sempre rimasto fedele.

Arricchita da prestiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, oltre che dall’Archivio Sirotti, questa ampia retrospettiva di circa 80 opere si sviluppa, con scansione cronologico-tematica, attraverso sette sezioni precedute da una sala introduttiva che accoglie i visitatori con tre grandi dipinti, tra i quali il maestoso Paesaggio interiore del 1995, proveniente dalla Collezione del Banco di Sardegna di Genova.

Il percorso espositivo ripercorre le principali tappe della ricerca pittorica di Sirotti, permettendo di collegare l’originalità dei suoi esordi di impronta sironiana alle esplosioni di colore degli ultimi grandi dipinti.

Nella prima sezione Gli esordi (1955-1960) si analizzano le prime prove pittoriche di Sirotti influenzate dal rimando alla matericità espressionista di Mario Sironi che in questa fase funzionò anche da filtro espressivo per il suo personale approdo alla poetica informale, coincidente con il trasferimento nel 1959 a Milano, dove ritrovò i compagni di studi Roberto Scuderi e Pierluigi Lavagnino ed entrò in contatto con alcuni giovani artisti allora emergenti, quali Alfredo Chighine, Roberto Crippa, Gianni Dova e Piero Manzoni.

Nella successiva sezione Ipotesi di naturalismo astratto si presentano le opere che caratterizzarono la sua adesione alle declinazioni naturalistiche della poetica informale. Connotato, per il comune approccio fenomenologico all’asprezza del paesaggio ligure, da una sintonia espressiva con Gianfranco Fasce, questo indirizzo estetico continuò a improntare i successivi sviluppi della sua ricerca pittorica.

Nella sala La finestra sul paesaggio si documenta la cruciale svolta espressiva determinata dal ciclo delle Finestre che, presentato per la prima volta al pubblico nel 1981, maturò all’interno dell’interrotto dialogo instaurato da Sirotti con il tema del paesaggio: una propensione estetica e operativa in cui, per usare le sue stesse parole, tentò «di rendere visibile, attingibile, l’invisibile», in uno spazio «non solo mentale ma che anzi cerca nel reale gli impulsi dell’espressione e del linguaggio».

Le due sezioni successive, Eventi naturali e Tane, rocce e forre, documentano rispettivamente gli esiti del processo cognitivo determinato dalla sua analitica investigazione dei fenomeni naturali e le prove pittoriche influenzate dal suo soggiorno di studio nel 1968 a Londra, dove riscoprì e studiò la pittura di Turner, di Whistler, di Bacon, ma soprattutto quella di Graham Sutherland.

Con la sezione Paesaggi interiori si affronta un aspetto cruciale della creazione pittorica di Sirotti: quell’acquisizione dei dinamici movimenti della natura che con intuizione poetica svela la profonda sostanza del reale.

La sala dei Giardini conclude il percorso espositivo attraverso un emblema simbolico della ricerca svolta da Sirotti sul tema del paesaggio e del rapporto da lui innestato tra realtà e visione interiore.
In questa sezione il dipinto Scale del giardino dei sogni, che nel 1956 inaugurò la lunga serie dei “giardini interiori”, è assunto a paradigma della circolarità dei temi che hanno scandito tutta la sua ricerca, improntando le magiche e suggestive atmosfere delle sue composizioni pittoriche.

La mostra è curata da Matteo Fochessati.
Raimondo Sirotti (1934-2017). La retrospettiva
AVVERTENZA: la Redazione non assume alcuna responsabilità, e pertanto non potrà essere ritenuta responsabile, per eventuali errori di indicazione delle date dei vari eventi che sono da considerare puramente indicative. Invitiamo i lettori a verificare l’esattezza delle date e degli orari di svolgimento delle varie manifestazioni, contattando preventivamente gli organizzatori ai numeri di telefono corrispondenti o visitando il sito web corrispondente.
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com