Mostra RAFFAELLO. Annunciazione, Adorazione, Presentazione al Tempio. La predella della Pala Oddi - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/10/2022 Aggiornato il 17/10/2022
Dal al
Milano (MI)
Regione: Lombardia
Luogo: Museo Diocesano Carlo Maria Martini, piazza Sant’Eustorgio 3
Telefono: 02/89420019
Orari di apertura: 10-18. Lunedì chiuso
Costo: 8 euro; ridotto 6 euro
Dove acquistare: www.chiostrisanteustorgio.it
Sito web: www.chiostrisanteustorgio.it
Organizzatore: Museo Diocesano Carlo Maria Martini
Note:
È Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Roma 1520) l’autore del Capolavoro per Milano 2022, iniziativa giunta alla sua 14^ edizione.
Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano ospiterà la Predella della Pala Oddi, capolavoro giovanile di uno dei maggiori esponenti del Rinascimento italiano, proveniente dalle collezioni dei Musei Vaticani, dove è esposta nella sala VIII della Pinacoteca dedicata a Raffaello.

L’opera, una tempera su tavola (cm 39 x 188), è suddivisa in tre scomparti raffiguranti l’Annunciazione, l’Adorazione dei Magi e la Presentazione al Tempio.

In occasione della mostra, curata da Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, e Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano di Milano, con la collaborazione di Fabrizio Biferali, la predella è stata sottoposta a un intervento di restauro, condotto nel Laboratorio di Restauro Pitture dei Musei Vaticani ed eseguito dal maestro Paolo Violini. I preziosi colori usati da Raffaello hanno così recuperato la loro brillantezza originaria.

La Pala Oddi, una delle tre importanti commissioni che il pittore urbinate riceve a Perugia all’inizio del Cinquecento, è stata realizzata per l’altare della famiglia Oddi nella chiesa di San Francesco al Prato. Il dipinto rimane nella sua collocazione originaria fino al 1797: in quell’anno viene requisito dai francesi e portato a Parigi, dove resta fino al 1815, data in cui ritorna in Italia e per volere di Papa Pio VII entra a fare parte della nuova Pinacoteca Vaticana.

La pala, eseguita intorno al 1504, è considerata l’opera di Raffaello più vicina a Perugino ed è composta da un dipinto centrale raffigurante l’Incoronazione della Vergine e dalla predella dedicata a tre episodi mariani.
Sia nello scomparto centrale sia nella predella sono evidenti i due poli della formazione di Raffaello: da un lato il raffinato clima artistico e culturale dell’Urbino dei Montefeltro; dall’altro la pittura di Perugino, uno dei più celebri pittori attivi intorno alla metà degli anni novanta del Quattrocento fra Perugia e Firenze.


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