Mostra Quel che resta del fuoco. Elena Bellantoni – Arianna De Nicola – Delphine Valli - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 19/09/2022 Aggiornato il 19/09/2022
Dal al
Roma (RM)
Regione: Lazio
Luogo: Curva Pura, via Giuseppe Acerbi 1a
Telefono: 331/4243004
Orari di apertura: su appuntamento - prenotare via mail curvapura@gmail.com o whatsapp 3314243004
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: https://it-it.facebook.com/curvapura/
Organizzatore: Curva Pura
Note:
Curva Pura presenta la tripersonale di Elena Bellantoni, Arianna De Nicola, Delphine Valli, a cura di Nicoletta Provenzano: un dialogo tra ciò che rimane sotteso nell’ardore trattenuto sotto la cenere, ciò che si forgia nel fuoco e serba le tracce della fiamma, ciò che si consuma e si perde nella propria dissoluzione e fine, nella sfumatura e somiglianza con un passato fuggevole che perdura racchiuso in resistenze, ricordi e spoglie incenerite.

Le artiste, artefici di un fuoco che è axis mundi tra assenza e presenza, danno forma alla condizione di possibilità di un resto inafferrabile e disperso, nel mutamento e passaggio di sopravvivenze ed estinzioni.

Elena Bellantoni, nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, delinea una illuminata osservazione lungo le accorate, sperse e forse spente trepidazioni di coscienze e credi civili, rischiarate e personificate nella diacronia storica, sulle salde orme cineree di un fremito letterario e politico, riconosciute e sedimentate tra i quartieri di Testaccio e Ostiense nei silenzi e nelle malinconie, nelle grida e nei brusii di una vita che scorre istintiva e inconsapevole.

Arianna De Nicola, nella dispersione e sparizione inevitabile della materia, sutura e unifica in una trama fragile e tenace frammenti e cicatrici dell’addio, tramutando il dolore in una intima e struggente permanenza mnestica e sostanziale, ricomposta e rianimata, moltiplicata e disseminata in ogni elemento residuale, il ri-torno di un tutto dissipato nel nulla, tra ascesa e discensione, come azione medianica che sottrae le spoglie dallo spargimento e dalla desolazione luttuosa.

Delphine Valli, tra le fiamme della fucina, modella e tempra la traccia di un vuoto nell’esistenza, di una sospensione della percezione sensibile.
L’artista, nella feroce saturazione irriflessa di un perdurare meccanico, conforma una spazialità geometrica, inserita e presenziata nell’oggettività della quotidianità di una dimensione esperienziale, che è flusso parcellizzato e sfumato nell’identità in-cosciente, custodita e innalzata ad assioma.
Una fine che lentamente scompare e si spoglia del dicibile, diviene rinnovata combustione feconda, voce poetica che, pregnante, ma enigmaticamente silente, si rivela sussulto di persistenza.

Dida: Quel che resta del fuoco, immagine Delphine Valli
Quel che resta del fuoco. Elena Bellantoni – Arianna De Nicola – Delphine Valli
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