Mostra Quayola re-coding - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 13/09/2021 Aggiornato il 13/09/2021
Dal al
Roma (RM)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lazio
Luogo: Palazzo Cipolla, via del Corso 320
Telefono: 06/9762 5591
Orari di apertura: 10-20. Lunedì chiuso
Costo: 6 euro; ridotto 3 euro
Dove acquistare: www.ticket.it/quayola
Sito web: www.fondazioneterzopilastrointernazionale.it/project/quayola-a-palazzo-cipolla/
Organizzatore: Poema con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia
Note:
Palazzo Cipolla ospita la prima mostra monografica di Quayola (1982), artista romano di origine e londinese di adozione, tra gli esponenti più importanti della media-art a livello internazionale, la cui arte è sempre animata da un confronto permanente tra l’educazione classica e l’uso quotidiano dei mezzi di espressione visiva più futuristici.

La mostra abbraccia quasi tutta la produzione dell’artista, ospitando opere realizzate tra il 2007 e il 2021, un viaggio immersivo nella vera essenza della sua arte computazionale. Il progetto espositivo si sviluppa in tre aree tematiche: iconografia classica, sculture non finite, e tradizione della pittura di paesaggio.

Avvalendosi di sistemi robotici di intelligenza artificiale e stringhe di codice generativo, Quayola ricodifica la storia dell’arte attraverso una nuova prospettiva, utilizzando un linguaggio innovativo capace di riflettere la sua visione poetica del mondo digitale. L’artista esplora le infinite possibilità di formalizzazione dell’idea creativa attraverso la moltitudine di opportunità che la tecnologia gli offre. Il processo di ricerca diventa così la base dell’opera d’arte stessa.

Dipinti rinascimentali e del barocco sono trasformati in complesse composizioni digitali attraverso metodi computazionali e sculture ispirate alla tecnica michelangiolesca del non-finito sono scolpite mediante mezzi robotici.
Seguono rappresentazioni della natura, prodotto di un’arte generativa che evidenzia l’affascinante – benché paradossale – somiglianza tra il mondo naturale e quello digitale. Sviluppando un corpo di lavoro che assume sia una forma immateriale (come i video) che materiale (come le stampe o le sculture), l’artista ci
illumina sul paradosso dell'immaterialità che è di fatto una nuova forma di materialità.

La mostra è curata da Jérôme Neutres e Valentino Catricalà.
Quayola re-coding
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